Europa: politica in crisi

Giovedì 01 Aprile 2010 03:26 Riccardo Fratini
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Il sei maggio l'Inghilterra sarà chiamata a votare.

Secondo l'opinione di Loretta Napoleoni scritta nel settimanale L'Espresso di questa settimana, queste elezioni sono decise dall'assetto finanziario; infatti il Presidente Gordon Brown dovrà fare i conti con l'economia britannica: dal 1997 - quando le elezioni furono vinte da Tiny Blair - è stato un susseguirsi di fallimenti fino a portare il tasso di crescita economica tra i più bassi in Occidente.

Il benessere della popolazione è stato mancato da scelte inoculate sia riguardo una scolarità priva di innovazioni; una criminalità in aumento; una sanità, che era un caposaldo del partito laburista, attualmente al crollo sia un calo di produttività nel settore pubblico dove la sanità ne risente in modo crescente.

Anche nelle due guerre, quella irachena e quella afgana, Brown è stato accusato di non aver stanziato i fondi necessari per il materiale di sicurezza dei soldati  e per gli equipaggiamenti dovuti ad affrontare situazioni così difficili e pericolose.

In tutta Europa è presente una realtà politica in difficoltà: ad Est - Ungheria, Slovacchia, Romania - esistono partiti xenofobi. In Europa occidentale la destra si presenta con altre sfaccettature ma resta in progressivo aumento; le sinistre hanno perso terreno già da molto tempo.

Anche in Inghilterra sembra che la fiducia nei politici  sia in crisi; in Francia l'attuale Presidente ha avuto un pesante ribasso delle preferenze alle regionali; in Italia c'è stato un astensionismo record il quale probabilmente è stato determinante nel risultato.

L'Europa oltre ad essere parte di una crisi finanziaria mondiale deve fare i conti anche con una politica ancora priva di programmi rivolti al futuro nella lungimiranza che gli eletti dovrebbero considerare per il benessere collettivo.

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