La politica in Svizzera

Domenica 07 Marzo 2010 03:07 Riccardo Fratini
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Da un articolo di Internazionale di questa settimana, si legge la realtà politica in Svizzera.

I parlamentari svizzeri non sono altro che agricoltori, insegnanti, avvocati. L'attività parlamentare è solo un occupazione secondaria doove ricevono rimborsi.

Dall'inchiesta del settimanale si scopre che molti parlamentari elvetici sono sul lbro paga di aziende e gruppi d'interesse. Ogni legame è dichiarato pubblicamente, ma nessuno sa quanto entra nelle loro tasche e come sono influenzate le loro scelte.

Essi si difendono affermando che i parlamentari svizzeri sono al riparo da pressioni esterne proprio perchè non lo sono di professione.  Esercitano il loro mandato in base al "principio di milizia": un servizio alla comunità in cui, parallelamente alle occupazioni normali, i cittadini assumono cariche pubbliche.

Le aziende e i gruppi d'interesse premono sui rappresentanti del parlamento affinchè prestino interesse per le loro priorità e farle passare in assemblea creando di fatto delle corruttele di profitto per tutti.

C'è da chiedersi se veramente la politica possa davvero essere una occupazione volontaria.

In Svizzera non esistono scandali perchè comprare le decisioni dei politici non è vietato. Nessun giudice può aprire delle indagini.

Il settimanale conclude l'articolo: "I politici svizzeri non sono nè migliori nè peggiori degli altri. E sicuramente molti si impegnano al massimo. Eppure la fiducia nei loro confronti continua a diminuire. I politici perdono autorevolezza. E il sospetto che sono corrotti sta mettendo a rischio la credibilità del sistema."

In Italia nonostante le critiche al sistema possano essere ampiamente giustificate dai troppi malcostumi e nonostante le indegne critiche alla magistratura, i giudici hanno ancora - per fortuna - un potere d'intervento molto ampio.

Ritengo potrebbe essere auspicabile una gestione politica cosiddetta volontaria per il nostro Paese se non altro per spezzare l'odierna assuefazione al potere. Inoltre se la responsabilità politica fosse gestita da non solo professionisti ma allargata alla maggioranza delle rappresentanze occupazionali, non dimenticando le più umili, forse - almeno inizialmente - la rappresentanza potrebbe essere gestita in modo più onesto - salvo porre attenzione affinchè non inizi un percorso di nuove corruttele come sta accadendo in Svizzera - occorrerebbe, in quel caso, una attenzione e un controllo della popolazione davvero energico e inflessibile per debellarlo prima che possa prendere campo.

Può darsi che questo sia più da considerarsi utopia che speranza ma dobbiamo comunque inventare qualcosa per ritornare ad una legittima rappresentanza politica. Legittima non da un punto di vista giuridico bensì da quello etico, civile e morale. L'attuale conduzione politica è ormai scaduta nonostante la sua arroganza esprima gli ultimi ruggiti di un sistema vecchio e corroso.

Il comunismo è già fallito. il capitalismo non ha dato prova di essere migliore.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 07 Marzo 2010 05:01 )