Correva l'anno 1987, quando, il popolo italiano, consapevole dei rischi (e dei costi) connessi all'utilizzo di centrali nucleari, decise, con un referendum, di farne a meno. Un'annetto fà, Berlusconi ha messo il suddetto popolo italiano, di fronte al fatto compiuto nella forma di un accordo con i francesi, per il ritorno della stessa fonte d'energia.Con questo il Silvio nazionale smentiva (se ce ne fosse stato ancora bisogno) molti luoghi comuni: sulla sovranità del popolo, sulla libertà di cui si proclama alfiere etc. Sporadiche le proteste da parte della cosiddetta "opposizione parlamentare". "Mugugni" da parte di alcune amministrazioni locali, prossime a dover gestire nuovi "arrosti". Deboli vagiti da parte dell'opinione pubblica. Un'anno dopo, Il Pd continua il seguito delle tenui proteste contro la marea montante. L'agenzia di stampa "Asca" riporta oggi la moderatissima posizione del neosegretario Bersani, che alla domanda nucleare si o no?, risponde: "No in queste condizioni, perche' non e' una tecnologica matura siamo un Paese che e' uscito (dal nucleare) e che per rientrare non puo' partire dal tema 'facciamo le centrali con la vecchia tecnologia'. Noi abbiamo un' altra priorita': efficienza energetica, risparmio energetico, rinnovabili. Mettiamoci nella ricerca del nuovo nucleare e cerchiamo di arrivarci senza importare tecnologie altrui'. Come si può credere che simili piagnistei fermeranno la cieca violenza dell'avidità dele imprese? Le centrali saranno infallibilmente proclamate come "di ultima generazione", garantite sicure da tutto, tranne dalla voracità di appaltatori e subappaltatori. Non illudiamoci: il capitale non sarà mai più quell'innovatore che poteva essere nel '700. Le imprese italiane, ancora non sazie dalle abbuffate senza limiti sui costi senza fine della dismissione delle nostre vecchie centrali (comprese di scorie) osannano il Cavaliere. Non dimentichiamo che nella bolletta dell'ENEL, gli italiani stanno ancora pagando i costi dello smantellamento (componente A2 della bolletta). Sembrava (prima dell'accordo) che li avremo pagati fino al 2024. Ma adesso ci saranno nuove centrali e nuove spese! Ma soprattutto nuove scorie. Che necessiteranno di altre spese... Una manna dal cielo per gli squali nostrani. E figuriamoci se non ci lucrerà anche la mafia! Inutile osservare che l'egregio Sarkozy si poteva vantare di aver rifilato il classico "pacco": l'unica centrale, del tipo di quelle che stiamo per costruire, finora rifilata dai francesi (ai finlandesi) dopo 6 anni dall'inizio dei lavori (l'anno scorso) collezionava 3 anni di ritardo, 2,5 miliardi di euro di perdite, e una struttura già criticata per la scarsa sicurezza. Chi doveva produrre il cemento, l'acciaio e i manufatti vari necessari alla "cosa" ha pensato bene di lucrare il possibile sulla qualità dei lavori vanificando così qualsiasi misura di sicurezza prevista nel progetto. E stiamo parlando della Finlandia, immaginiamoci cosa succederà in Italia, terra dove nessun pudore trattiene mai l'ingordigia dei padroni!.... Ma come ricordavo prima, adesso, hanno di che essere contenti. L'ENEL già lucra con la sua partecipazione alle centrali nucleari in Spagna, in Slovenia e in Romania. Dimostrando così la sua assenza di principi. Oggi con la scusa del futuro atomico, in Italia, possano evitare qualsiasi seria riflessione sull'avvenire della produzione di elettricità. Perchè mai ridurre la produzione, o impiegare metodi alternativi, quando presto anche noi avremo... ? Domani lucreranno sulla costruzione delle centrali. Il "piatto" è ricco e molto appetitoso. Nessun dubbio che la classe padronale si ingozzerà di nuovi profitti. L'esempio finlandese si prepara ad essere superato. Dopo domani si arricchiranno sulle scorie. E la corrente sarà sempre molto salata per il cittadino. Si stima infatti che quella prodotta con il nucleare costerà circa il doppio di quella prodotta con le centrali a gas naturale. Con questo, la ricerca sull'energia nucleare deve continuare. Ma all'interno del sistema capitalista, qualsiasi soluzione si rivelerà sempre e solo una fregatura per i lavoratori. E un nuovo problema per l'ambiente. Nei paesi ex-sovietici sono ancora in funzione le centrali più vecchie e più pericolose che arricchiscono i padroni (con spese bassissime) al prezzo di mettere in pericolo l'Europa intera. All'estremo opposto, l'impiego dei modernissimi e "superveloci" reattori "Superphoenix", auto-alimentati, e considerati il non plus ultra, in Francia è soprattutto finalizzato alla produzione di "sottoprodotti" utilizzati per fabbricare armi.....per i padroni!
Fabrizio Cucchi, DEApress