L'Italia fa il pieno a Cannes con i riconoscimenti della giuria ai film "Gomorra" e "Il divo". Si tratta di due pellicole che danno nuovo lustro al cinema italiano, per la capacità di raccontare il presente con efficacia di contenuti e di stile. E soprattutto perché non raccontano, come spesso purtroppo succede, tristi storie di casi umani disperati in una dimensione a-temporale, ma affrontano nodi vivissimi e irrisolti della nostra società.
"Gomorra" è il lavoro di Matteo Garrone, tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano: un film corale che parla di camorra, con uno stile tagliente e asciutto che spesso privilegia l'immagine alla parola.
"Il divo" di Paolo Sorrentino racconta invece la politica italiana attraverso gli occhi di Giulio Andreotti e delle sue liaisions dangereuses con la mafia. Il film uscirà nelle sale tra quattro giorni, ma Andreotti, che lo ha visto in una proiezione privata, l'ha già definito "una carognata". Il che, forse, è una buona premessa.
Curiosamente Toni Servillo è il protagonista di entrambe le pellicole. Nel 1972, la Palma d'oro fu assegnata ex aequo a Il caso Mattei e a La classe operaia va in paradiso, entrambe interpretate da un maestoso Gian Maria Volonté.
"Gomorra" è il lavoro di Matteo Garrone, tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano: un film corale che parla di camorra, con uno stile tagliente e asciutto che spesso privilegia l'immagine alla parola.
"Il divo" di Paolo Sorrentino racconta invece la politica italiana attraverso gli occhi di Giulio Andreotti e delle sue liaisions dangereuses con la mafia. Il film uscirà nelle sale tra quattro giorni, ma Andreotti, che lo ha visto in una proiezione privata, l'ha già definito "una carognata". Il che, forse, è una buona premessa.
Curiosamente Toni Servillo è il protagonista di entrambe le pellicole. Nel 1972, la Palma d'oro fu assegnata ex aequo a Il caso Mattei e a La classe operaia va in paradiso, entrambe interpretate da un maestoso Gian Maria Volonté.
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