Il 9 maggio di trent’anni fa in seguito ad una segnalazione da parte delle Brigate Rosse, viene rinvenuto il corpo senza vita dell’onorevole Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in Via Caetani a Roma. Il presidente della Democrazia Cristiana era stato rapito 55 giorni prima da un commando di brigatisti.
La tragica vicenda del rapimento e dell’uccisione dell’onorevole Moro è diventata in Italia il simbolo della stagione del terrore: Moro, vittima del terrorismo nemico dello stato. Lo stato democratico di cui era fiero sostenitore; quello stesso stato che egli imparò a rinnegare nelle sue ultime ore – condannato a morte dai suoi stessi compagni di partito – trascorse nella prigione del popolo.
L’uomo trovato morto il 9 maggio 1978 non era più il Moro che tutti credevano di conoscere. Quasi tutta la classe politica italiana, interessata a dare l’immagine di un Moro che avrebbe dato la vita per le istituzioni, disconobbe le parole di strazio che il presidente DC le indirizzava. Il grande statista di cui da trent’anni si celebra la memoria, è stato ucciso dal netto rifiuto, da parte della politica italiana di scorgere in lui il lato umano. L’uomo uscito da quei 55 giorni di prigionia, lo stesso uomo che nelle sue lettere si scagliava contro i suoi compagni di sempre, è stato misconosciuto. I suoi scritti furono bollati come parole di un pazzo o di un drogato che mai sarebbero potute sortire dalla bocca di Aldo Moro. Ebbene il Moro rinnegato dalla politica, dagli amici di sempre, è rimasto un morto senza tomba.
Si continua a celebrare il grande statista dimenticando che ad essere ucciso è stato un uomo. Questa dimensione umana di Aldo Moro e questa disillusione maturata per lo stato, lo accomuna a tanti altri morti senza tomba, uccisi anch’essi dal potere. Tra questi è giusto ricordare l’omicidio di Peppino Impastato, il cui cadavere viene ritrovato lo stesso 9 maggio 1978. L’omicidio di stato dell’anarchico Franco Serantini, massacrato dai pestaggi delle forze dell’ordine, il cui 36mo anniversario della morte si è celebrato due giorni fa.
Matteo Staglianò – DEApress
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