Incredibile! Basta fare un po’ di zapping per renderci conto che la società sta cambiando. E non mi riferisco solo ai fatti di cronaca sempre più presenti nei tg e al solito discorso dei prezzi che sempre di più ci preoccupano, ma alle cose più semplici, ai cosi detti “programmi di intrattenimento”. I programmi che dopo una lunga giornata di studio e lavoro ci dovrebbero rilassarci. L’ultimo evento che mi ha fatto pensare è stato il caso eclatante del festival di Sanremo che mai come questo anno ha fatto ascolti bassi, i più bassi di tutti i tempi, ma non è questo che mi ha fatto riflettere ma la spiegazione che hanno dato a questo fatto:”In contemporanea al festival di Sanremo in prima serata le altre reti trasmettevano il ritrovamento dei corpi di Ciccio e Torre”, i due fratelli di Gravina scomparsi. Ma veramente i telespettatori hanno preferito vedere questo drammatico ritrovo al festival storico?
Come si spiega tutto ciò? Forse la risposta è la stessa che possiamo dare alla domanda: - Come mai ha più successo la serie famosa D.House, che racconta di questo egocentrico dottore, che considera i pazienti solo come delle “cose”, e non il meraviglioso George Clooney in “E.R medici in prima linea” il dottore di cuore? Come mai la gente preferisce vedere i vari C.S.I e non una commedia? Cosa dimostrata “scientificamente”, basta vedere che negli ultimi mesi, il numero delle serie che raccontano di morti, di scene del delitto costruite a doc, e di misteri hanno monopolizzato la prima serata di tutte le reti.
Anche i famosi talentshow che al inizio hanno conquistato i cuori dei più giovani ora si sono trasformati in liti televisive perdendo d vista l’obbiettivo principale che al inizio si erano posti, educare la nuova generazione . Allora, se la tv è lo specchio della società, bisogna pensare che ora si vive in una società con il gusto del macabro, senza il senso dell’educazione e sempre più povero culturalmente?
Io mi rifiuto, perché so che non è cosi. Perché so che ci sono molti giovani che lavorano e studiano, che organizzano la loro vita semplicemente, con progetti e prospettive, con mostre di pittura e serate dedicate alla poesia e al cinema d’autore, persone che credono ancora ai valori, alla famiglia e costruiscono ogni giorno il loro futuro. Io, giovane studentessa/lavoratrice ne ho la certezza perché faccio parte di questa generazione e sono a contato con loro tutti i giorni.
Noi giovani sappiamo che evoluzione non vuole dire degrado e nel nostro piccolo cerchiamo di vivere meglio e di far vivere meglio gli altri. Come? E per prima cosa evitiamo di vedere la TV che ci propinano!
Rezarta Selam Eminaj - DEApress
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