
La voglia di celebrità non risparmia nessuno,neppure chi è o è stato protagonista di storie orribili.Lo sappiamo benissimo in Italia, dove la polemica sui presunti colpevoli degli ultimi eventi di cronaca nera che diventano improvvisamente “star”, è molto acceso.
E adesso è la volta di una vittima di una brutta storia. Natascha Kampusch ,la giovane austriaca rapita all’età di soli 10 anni mentre andava a scuola , tenuta in prigionia per otto anni e sfuggita lo scorso anno alle grinfie del suo rapitore, diventa adesso una star della tv.La giovane condurrà infatti un talk show che partirà a febbraio sul canale Puls 4.ll format,intitolato "Natascha Kampusch a colloquio con...” prevede un ospite a trasmissione in cui la Kampusch "non condurrà un'intervista tradizionale con le solite domande", come precisa lei stessa. "Sarà piuttosto un colloquio molto aperto in cui troveranno posto anche lati sconosciuti dei miei interlocutori", ha spiegato la giovane austriaca. Il caso di Natascha, dopo la sua liberazione, ha suscitato grande interesse mediatico e la sua prima intervista , rilasciata in esclusiva alla tv austriaca Orf, era stata acquistata e rilanciata in tutto il mondo da 120 emittenti televisive.Forse era già l’inizio della sua carriera da “star della tv”.Ma ciò che mi colpisce è vedere il messaggio un po’ crudele che passa da tutte queste storie: “Non importa se sei vittima o carnefice,anche tu puoi essere una star” e una brutta storia si trasforma così in motivo di successo.Ma chi toglierà a Natascha gli orribili ricordi di otto lunghi anni di prigionia?.
È anche vero che la giovane si presta alla celebrità. Ma una ragazza che dall’infanzia fino all’adolescenza ha visto solo la faccia del suo rapitore è veramente in grado di scegliere? O continua ad essere una vittima? Vittima di chi, ha come primo interesse “fare audience".
Emanuela Riolo-DEApress-
Nella foto:Natasha durante l'intervista rilasciata alla tv austriaca

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