Il roboante fallimento delle domeniche a piedi
Ieri Firenze è stata invasa da maratoneti professionisti e da dilettanti della domenica. Un bello spettacolo sportivo, con un contorno di podisti tragicomici, ma dallo spirito encomiabile.
E i fiorentini? Dimenticati.
La combinazione tra maratona e 'domenica a piedi' ha praticamente paralizzato la città. Il traffico delle auto private era bloccato anche in uscita. Sicché chi era costretto a prendere la propria automobile per lavorare fuori Firenze, era stato obbligato, il giorno prima, a portare la maccina in un parcheggio scambiatore in periferia, e quindi prendere l'autobus, pagare il biglietto e tornarsene a casa.
Domenica mattina una brutta sorpresa: gli autobus, che avrebbero dovuto essere frequentissimi, passano col contagocce; alcuni persino scompaiono. La linea 1A che porta al parcheggio scambiatore sulla via Faentina, ad esempio, non esiste. Chi deve raggiungerlo è costretto a fare quasi due chilometri a piedi dal capolinea 1B. Naturalmente il biglietto si paga, figuriamoci. E i controllori non mancano, anche due per autobus a momenti.
Il sindaco Domenici, alla fine di giornate simili a questa, ha sempre dichiarato a mezzo stampa che i fiorentini ne sono rimasti entusiasti. Probabilmente in queste giornate il primo cittadino ha l'abitudine a non uscir di casa, visti i commenti, neanche tanto garbati, che vengono gridati nelle strade contro di lui e contro le sue "domeniche a piedi".
Del resto, queste giornate, presentate come un toccasana per l'ambiente, sono di per sé un fallimento: se un'amministrazione è costretta a bloccare il traffico per abbassare lo smog, significa che le politiche contro lo smog evidentemente non funzionano. Bisognerebbe avere coraggio e iniziare una politica (e un progetto) di trasporto pubblico che coinvolga tutta la città, e non solo due o tre linee. Perché tre linee a caso non servono a nessuno, serve invece una rete, un sistema di trasporti integrato, completo, efficiente, rapido e continuo.
Ieri Firenze è stata invasa da maratoneti professionisti e da dilettanti della domenica. Un bello spettacolo sportivo, con un contorno di podisti tragicomici, ma dallo spirito encomiabile.
E i fiorentini? Dimenticati.
La combinazione tra maratona e 'domenica a piedi' ha praticamente paralizzato la città. Il traffico delle auto private era bloccato anche in uscita. Sicché chi era costretto a prendere la propria automobile per lavorare fuori Firenze, era stato obbligato, il giorno prima, a portare la maccina in un parcheggio scambiatore in periferia, e quindi prendere l'autobus, pagare il biglietto e tornarsene a casa.
Domenica mattina una brutta sorpresa: gli autobus, che avrebbero dovuto essere frequentissimi, passano col contagocce; alcuni persino scompaiono. La linea 1A che porta al parcheggio scambiatore sulla via Faentina, ad esempio, non esiste. Chi deve raggiungerlo è costretto a fare quasi due chilometri a piedi dal capolinea 1B. Naturalmente il biglietto si paga, figuriamoci. E i controllori non mancano, anche due per autobus a momenti.
Il sindaco Domenici, alla fine di giornate simili a questa, ha sempre dichiarato a mezzo stampa che i fiorentini ne sono rimasti entusiasti. Probabilmente in queste giornate il primo cittadino ha l'abitudine a non uscir di casa, visti i commenti, neanche tanto garbati, che vengono gridati nelle strade contro di lui e contro le sue "domeniche a piedi".
Del resto, queste giornate, presentate come un toccasana per l'ambiente, sono di per sé un fallimento: se un'amministrazione è costretta a bloccare il traffico per abbassare lo smog, significa che le politiche contro lo smog evidentemente non funzionano. Bisognerebbe avere coraggio e iniziare una politica (e un progetto) di trasporto pubblico che coinvolga tutta la città, e non solo due o tre linee. Perché tre linee a caso non servono a nessuno, serve invece una rete, un sistema di trasporti integrato, completo, efficiente, rapido e continuo.
Giulio Gori - DEA
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