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Riflessioni sulla Bossi-Fini

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Riflessioni di una studentessa "straniera in Italia":
 
Negli ultimi giorni si sente tanto parlare di stranieri in Italia e dei problemi sulla sicurezza. Non solo noi, gente semplice che viviamo tutti i giorni e ci scontriamo con la realtà, ma anche i nostri grandi politici cosi impegnati, si sono scomodati. Ormai hanno cominciato a frequentare di più i salotti televisivi che il parlamento. Quelli soliti, il salotto di Bruno Vespa e quello più contemporaneo di Mentana. Proprio due giorni fa, facendo zapping mi sono fermata su canale 5, incuriosita dagli ospiti di Mentana: Rutelli e Casini, che tanto per cambiare parlavano di stranieri. Dopo le lunghe discussioni avute con colleghi e amici volevo sentire il pensiero di qualcuno che ne sapeva più di me. 
Durante il dibattito ho sentito molte cose, alcune diverse da quelle che sapevo io, "straniera in Italia" da quasi cinque anni, e ho cominciato a mettermi in discussione, ma siccome tutti e due prima di esternare un pensiero e di riuscire a creare una frase compiuta si interrompevano di continuo o per elogiare questo o quel governo o per offendersi a vicenda (sempre dandosi del Lei), mi è venuto un dubbio:- ma veramente la situazione è quella che ci presentano loro, oppure vogliono solo preparare il campo per le prossime elezioni? Un dubbio sicuramente stupido, ma dopo l’ennesima volta che ho sentito l’onorevole Casini parlare dei Romeni come extracomunitari (forse troppo impegnato a difendere il suo partito per accorgersi che da parecchio la Romania è entrata nell'Unione Europea), ho pensato che forse era il caso di informarmi meglio.
La prima cosa che ho fatto è stata quella di collegarmi in internet e leggere che cos’era la Bossi – Fini, e se era ancora in vigore (uno dei nostri onorevoli ha messo in discussione anche questo) e ho letto molte cose alcune non chiare, alcune molto restrittive, alcune totalmente sconosciute. Quanti di voi sanno che per rinnovare il permesso di soggiorno, dal novembre del 2006 la richiesta si fa attraverso la posta? Nei giornali di quei mesi si leggeva che tutto questo si sarebbe fatto per “assicurare una migliore qualità di servizi agli extracomunitari e che gli istituti di patronato tramite un canale privilegiato, anche telematico, con il Dipartimento della Pubblica sicurezza, potevano reinserire i dati su un sistema informatico in modo da poter seguire l’iter della pratica e averne anche il relativo esito, informandone il cittadino straniero”.
Sì,  questo è quello che si legge ma non corrisponde alla realtà. Questo, fu un cambiamento radicale e nessuno ha fatto nulla per informare i cittadini stranieri, tanto che molti di loro convinti di dover fare tutto come prima si sono trovati davanti alle porte chiuse della questura senza sapere dove andare a chiedere informazioni (è da precisare che molti stranieri non parlano nemmeno l’italiano). Ma questo era solo l’inizio. Si è scoperto che questo servizio non era gratuito, anzi per rinnovare questo benedetto permesso, per essere un cittadino regolare bisognava prendere il kit, compilarlo e pagare più o meno 30 euro alla posta (marche da bollo escluse) e se in famiglia si è in quattro, tutti devono avere la busta a parte anche un bambino di 10 anni.
E per non parlare che, prima di avere il permesso di soggiorno la polizia scientifica prende le impronte digitali (schedando gli stranieri come criminali ) e i tempi di attesa  sono da 6 a 9 mesi. Dopo aver vissuto tutto questo voglio rispondere ai nostri onorevoli. State tranquilli la Bossi – Fini è ancora in vigore, ma  secondo voi, è questo il modo giusto di trattare gli stranieri ed invogliarli a diventare regolari? E’ questo il modo per aiutare l’integrazione dei popoli culturalmente diversi? E parlare tutti i giorni dei  romeni e albanesi delinquenti sbattendoli in prima pagina e usarli per fare capire agli italiani che lo stato non funziona? No egregi signori, non funziona cosi. Se la situazione è questa, e anche colpa vostra.
Basterebbe poco, come rispettare i diritti umani, fare meno demagogia politica e ricordare qualche volta che gli stranieri non stanno in Italia solo per rubare ed ammazzare ma per fare mostre di fotografia come l’albanese Shuaipi, mostre di pittura come Abbass, e anche scrivere libri con la Levi Montalcini sulla fisica quantistica, ma soprattutto per vivere. Se qualche volta in prima pagina finissero queste cose, almeno la metà delle notizie negative, forse gli stranieri sarebbero visti con un altro occhio. E se i criminali continueranno a fare vittime, trattarli con più severità ma non solo gli extracomunitari, perche lo status di criminale non va a gradi di gravità in base alla cittadinanza.
Una volta la legge era uguale per tutti. Le informazioni sopra citate sono solo una piccola parte della Bossi – Fini che non funziona estremamente bene, poi vi sono anche altri argomenti come i tempi di ricongiungimento familiare, i cpt (centri di permanenza temporanea) ect, quindi diamo il beneficio del dubbio al progetto legge Ferrero – Amato. E  un' ultima cosa, per ammettere le debolezze bisogna essere coraggiosi. Se da soli non riusciamo a risolvere il problema della sicurezza chiediamo aiuto a chi ci è passato prima di noi. Forse è arrivato il momento di dimenticarci della destra della sinistra, del colore della pelle e della cittadinanza, e di collaborare tutti insieme per vivere meglio.
 
Rezarta Selam Eminaj - DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Novembre 2007 12:53 )  

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