DEApress

Thursday
Sep 17th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Costa Concordia come il Colosseo

E-mail Stampa PDF

Al Giglio per una foto con il gigante del Mediterraneo.

Sono trascorsi dieci giorni da quando, sulle prime pagine delle principali testate giornalistiche e sui principali canali televisivi d’informazione, è apparsa la notizia di quel colosso nautico di 114.500 tonnellate in bilico sullo scoglio davanti all’Isola del Giglio.

Dieci giorni in cui l’attenzione del pubblico si è congelata sull’immagine di quella nave da crociera che avrebbe dovuto portare i suoi 4000 passeggeri alla scoperta delle meraviglie del Mediterraneo e che invece, ha tragicamente interrotto la propria rotta in uno dei punti più suggestivi della costa Tirrenica, incagliandosi tra gli scogli di una piccola meraviglia dell’arcipelago toscano di 1.500 abitanti, quasi un terzo dei passeggeri della Concordia.

Dalla notte del 13 gennaio la vista dell’orizzonte è occupata dal quel gigante dei mari che copre la linea del tramonto e la foto in primo piano stampata sui quotidiani e sulle riviste sembra un prodigio della grafica e della tecnica del fotomontaggio.

Purtroppo però la realtà è quella che tutti sappiamo; tanti superstiti ma anche vittime e dispersi e un possibile disastro ambientale che potrebbe ripercuotersi sull’intero ecosistema dei nostri mari. Una piccola petroliera - così è stata definita - che potrebbe riversare nelle cristalline acque della costa dell’Isola del Giglio tonnellate di gasolio provocando un danno irreversibile per l’habitat naturale.

Le cause di quello che è stato l’evento tragico che ha inaugurato il 2012 appaiono avvolte nel mistero.

Giorno dopo giorno emergono nuove circostanze: l’allarme lanciato in ritardo, il “sabotaggio” del computer del capitano, la telefonata tra il comandante Schettino e quello della capitaneria di porto, la ragazza moldava con cui, secondo alcuni, il comandante avrebbe trascorso la serata tra una bevuta e l’altra e ancora, problemi di comunicazione e di organizzazione tra l’equipaggio e i passeggeri, scialuppe di sicurezza insufficienti e scatola nera rotta.

Insomma, tutti elementi attorno ai quali si potrebbe scrivere una sceneggiatura di tutto rispetto; un film in puro stile hollywoodiano con grandi star famose e file di spettatori ai botteghini.

Chissà, forse qualcuno ci sta già pensando; qualche cinico materialista ha davanti a sé un’occasione da non perdere e il successo sarebbe assicurato vista l’attenzione mediatica che ha ricevuto questa notizia.

L’audience, da quel 13 gennaio, ha iniziato a seguire la vicenda come segue la sua soap opera preferita in televisione. Un voyerismo dilagante che vede gli sfortunati passeggeri della concordia protagonisti della storia e il comandante Schettino il primo imputato di questo disastro.

Un’attenzione morbosa che è culminata con una notizia pubblicata due giorni fa che ha scatenato in me un profondo senso di indignazione dal quale non ho potuto esimermi dal riflettere.

“Arrivano i 'turisti del dolore': in 1.080 sono sbarcati al Giglio ma non sono soccorritori. Il sabato prima del naufragio gli sbarchi erano stati 131. Al Giglio hanno riaperto bar, ristoranti, alberghi”. Rai- news24 ha aperto così l’articolo apparso sul sito il 21 gennaio dedicato a quello che definisce “turismo del dolore”. Centinaia di persone “in gita al Giglio per la foto con il relitto”; biglietti esauriti dei traghetti che fanno la spola tra la costa e l’isola; curiosi muniti di macchina fotografica che non aspettano altro di appendere la foto ricordo con lo sfondo di quel gigante che sta affondando e rendendo la situazione sempre più critica sia per il ritrovamento di eventuali superstiti sia per la minaccia ambientale.

Una piccola isola presa d’assalto in un periodo in cui la sua popolazione raggiunge appena 700 abitanti; bar, ristoranti e alberghi - generalmente chiusi- hanno dovuto riaprire la loro attività per ospitare chi, anche solo per una notte, ha voluto essere testimone di un tragico evento in cui quindici persone hanno perso la vita e le speranze per i superstiti diminuiscono precipitosamente ogni giorno che passa.

Attorno al dolore di chi ha perso un familiare, al terrore di chi ha vissuto quei momenti, all’impegno della protezione civile e di tutte le forze coinvolte nell’operazioni di queste settimane per evitare il peggio, c’è chi pensa a farsi una gita fuori porta per dire “io c’ero”,  a pagare l’affitto di una camera e il viaggio per raggiungere l’isola e c’è chi ci guadagna, albergatori, ristoratori, compagnie  di servizio per il traghettamento.

Un nuovo modello di speculazione, quello del “turismo del dolore”, che ha portato nelle tasche degli operatori turistici cifre che nei mesi invernali si avvicinano allo zero.

Con questo non voglio dare la colpa agli addetti al settore turistico i quali, inaspettatamente, si sono ritrovati l’isola affollata di “turisti” come d’estate.

Non sono neanche alla ricerca di un capro espiatorio sul quale scaricare le colpe, bensì, inevitabilmente, mi trovo a riflette sulle dinamiche che hanno scatenato tutto questo.

A volte, le logiche mediatiche e in particolare quelle televisive hanno la spiacevole controindicazione di suscitare reazioni che estraniano lo spettatore dalla realtà reale -perdonatemi il gioco di parole- catapultandolo in una realfiction in cui le vicende della cronaca quotidiana si trasformano in storie che esulano dalla tangibilità dei fatti collocandosi al limite del confine tra realtà e finzione.

Tutto ciò può essere riassunto in quel termine caposaldo della dialettica televisiva dei nostri tempi, insita nel mondo giornalistico e nelle modalità di “far notizia”: spettacolarizzazione.

Un fenomeno dal quale, pertanto lo spettatore ne possa essere consapevole, è praticamente impossibile uscirne, benché le reazioni di chi quotidianamente è bombardato da una quantità indefinita di informazioni siano diverse e fortunatamente non sempre creano esodi verso i luoghi delle tragedie.

La comunicazione visuale, e in particolare quella della televisione, è una particolare tipologia di comunicazione che si differenzia dalla classica logica  che vede l’emittente formulare un messaggio che il ricevente accoglie, codifica ed interpreta all’interno di un processo bidirezionale.

La comunicazione televisiva è unidirezionale ed avviene secondo la logica di un unico emittente che rivolge il messaggio ad una molteplicità di riceventi i quali non hanno, per definizione, possibilità di interagire o ribattere.

Inoltre, i riceventi sono concepiti come un insieme omogeneo e indifferenziato; conseguentemente non si tiene conto delle loro singole caratteristiche, posizione sociale o livello di conoscenza riducendo i messaggi ad un livello di omogeneità tale che impedisce l’argomentazione approfondita inserendosi perfettamente nel concetto di cultura di massa.

Medium d’informazione ma anche strumento di persuasione e di controllo sociale, la televisione rischia sempre di più di trasmettere un’immagine della realtà riflessa su di uno specchio deformante che impedisce di entrare in possesso di informazioni il più possibile vicine alla realtà dei fatti.

La notizia della folla di curiosi che invade la piccola isola del Tirreno solo per una foto ricordo è un fatto sociale da non sottovalutare - non dimentichiamo che la Concordia è stata mediaticamente paragonata al Titanic scatenando nell’audience associazioni mentali al limite della razionalità-  e la televisione continua ad esercitare una forza attrattiva che non lascia illesi.

Chissà se gli operatori televisivi avevano previsto questa reazione e se pensavano di dar vita ad un esodo vacanziero “mordi e fuggi” alla scoperta del gigante del mare.

A voi le considerazioni.

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 27 Gennaio 2012 14:35 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvio Terenzi . 15 Settembre 2026
Francesco Cinelli"Un Matto di Paese" La normalità, nelle pagine di “Un Matto di Paese”, assomiglia a una linea tracciata su un foglio e poi a chiedersi ma che senso abbia avuto... è poi alla fine resta ancora il senso di chiedersi cosa sia davvero...
Silvio Terenzi . 14 Settembre 2026
Cristina Borella“Fusa che creano mondi” Torniamo su un libro di lungo corso come questo dal titolo “Fusa che creano mondi” di Cristina Borella, libro in bilico tra saggistica e diario di vita e di riflessione che dunque si proietta in un territo...
Giosuè Boschi . 14 Settembre 2026
"Montedomini: 5 errori politici, e il più grande di tutti è affermare che non ce ne sono stati" Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re: “Oggi vorremmo partire da un punto, che credo condividiamo tutti. Mont...
Silvana Grippi . 12 Settembre 2026
Silvana Grippi. laureata in Lettere con una tesi sul Sahara occidentale oggi è giornalista e scrittrice. Oltre ad essere una viaggiatrice è anche una studiosa di geografia sommersa di luoghi inconsueti. Fin dai suoi primi viaggi, curiosità e  ...
Silvio Terenzi . 11 Settembre 2026
Gabriella Vergari"Deviazioni fuori Asse" Pubblicato da Scatole Parlanti nel maggio 2026, “Deviazioni fuori asse” raccoglie venticinque racconti di Gabriella Vergari, introdotti da una prefazione di Plinio Perilli. Il titolo trova una prima, concre...
Silvio Terenzi . 10 Settembre 2026
PAMELA CASNICO"La solitudine del caos" “La solitudine del caos”, esordio narrativo di Pamela Casnico pubblicato in questo 2026 attraverso YouCanPrint, prende avvio da una contraddizione: conoscere il passato dovrebbe aiutarci a comprendere chi sia...
Silvana Grippi . 10 Settembre 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 Espo...
Fabrizio Cucchi . 08 Settembre 2026
Silvio Terenzi . 08 Settembre 2026
D’Istinti e D’Istanti"SOTTOSOPRA"Ascolta on SPotify Dallo scorso 7 agosto 2026 i D’Istinti e D’Istanti sono tornati in radio con “Sottosopra”, brano ispirato ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Il trio, formalizzato nel 2023 con l’ingresso di L...

Galleria DEA su YouTube