L'anno che verrà

Sabato 31 Dicembre 2011 16:24 Riccardo Fratini
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Anche oggi siamo giunti alle porte di un nuovo anno.

Come tutti gli anni, la speranza per uno migliore; tutti gli anni ci dobbiamo ricredere ed essere testimoni di un tempo che non cambia.

Siamo alle prese con una crisi che non vede orizzonti, una crisi voluta dall'incapacità dei mercati e delle banche a valutare investimenti pericolosi che hanno determinato, a lungo andare, un andamento sempre peggiore fino ad arrivare ad un passo dalla recessione.

Questo nuovo Governo tecnico ha, per adesso, garantito provvedimenti per scongiurare il pericolo ma deve ancora provvedere per quanto riguarda la crescita e il ripristino del potere di acquisto senza il quale la crescita non va avanti.

Quello che per adesso è sicuro sono gli aumenti di bollette, autostrada, benzina; aumenti che vanno a danno delle persone che già sono in grave difficoltà a tirare avanti con uno stipendio sempre più leggero.

Le aziende licenziano in un momento come questo come se a risolvere i problemi sia la possibilità di creare gente senza lavoro; gente alla soglia dei cinquant'anni che ben difficilmente troverà un nuovo posto di lavoro.

Giovani che affannano a trovare un'occupazione e quello che trovano sono miseri contratti a termine sfruttati e sottopagati.

Le garanzie per una giustizia sociale sono sempre meno. Anche l'attuale incertezza riguardo l'articolo 18 non trova sostegno per una migliore organizzazione: la liberalizzazione dei licenziamenti non può certamente portare ad una crescita ma soltanto alla disperazione delle famiglie e ad una maggiore chiusura dello sviluppo.

Auguriamoci che l'anno che verrà sia migliore, che possano cambiare le valutazioni nel merito che una buona crescita parte soprattutto dal benessere di tutti e non dai privilegi di pochi.

 

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 08 Gennaio 2012 13:09 )