Mentre tutto il mondo è in una recessione pericolosa e sempre più grave; mentre Germania e Francia incalzano il Governo italiano a decidersi a stabilire una politica credibile e anchel'America è in severa difficoltà finziaria, i privilegi della nostra classe dirigente non segnalano modifiche. Le modifiche sono ancora a carico dei ceti medio bassi, delle categorie maggiormante in difficoltà.
Si taglia la sanità, l'istruzione, le pensioni minime ma chi detiene i più alti privilegi vuole continuare a mantenerli nonostante tutto.
“L'Espresso” di questa settimana riporta un articolo ben dettagliato di questi abusi leggittimati da un potere insensibile e arrogante mentre su “Repubblica” di oggi la Merker si dice stufa di dover salvare i “conti in rosso di Berlusconi”. Nella stessa pagina un'intervista a Alain Minc – consigliere di Sarzoky – afferma che se il nostro Governo fosse sostituito con un esecutivo tecnico il problema della fiducia finanziaria verso il nostro paese sarebbe risolto subito. La contrarietà dei politici a questo cambiamento è, invece, coesa e determinante.
Il nostro Presidente del Consiglio continua a rilasciare dichiarazioni ottimistiche annunciando addirittura che le imprese vanno bene.
E' in corso una recessione globale ma l'attuale politica – gli attuali politici italiani - sembra non saperlo.
La Prima Repubblica , per quanto anch'essa criticabile, era comunque gestita da personalità di comprovata esperienza e intelligenza modulate con una professionalità ed una competenza che oggi mancano totalmente.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






