Abbiamo fatto un sondaggio tra gli impiegati che è la categoria più presa di mira in quanto assenteismo. Quali sono state le risposte? Non possiamo nemmeno ammalarci perché manca il personale.
Riportiamo una notizia di Venerdì scorso, pieno ponte di Ognissanti: allo sportello anagrafico del Municipio di Roma, su sei dipendenti in organico, cinque erano assenti per malattia, propria o di un congiunto; quattro dei quali addirittura senza preavviso: gli è bastato fare una telefonata la mattina stessa, riservandosi di produrre il certificato medico. Risultato? I cittadini in fila per chiedere documenti e carte di identità hanno trovato la porta sbarrata. Eppure era un giorno feriale: sfortunatamente incastrato tra un festivo e un sabato.Questo è il cancro del pubblico impiego, certificato dal confronto con il settore privato. Secondo gli ultimi dati Istat il tasso di assenze nel comparto pubblico si attesta al 20.1%, il 54% in più rispetto alla media nelle grandi aziende (fermo al 13.1). Un rapporto di cinque a uno. La maglia nera va agli Enti locali, comuni in testa. A Bolzano si assentano in media 38,9 giorni; a Firenze quasi un mese, ossia 29,8 giorni (di cui 16,6 solo per malattia); a Milano 27; a Genova 26, dove aumentano le richieste ex art.104 che da diritto a tre giorni al mese per occuparsi di familiari anziani o malati, dato correlato all'anzianità della popolazione ligure che è la più vecchia d'Italia.
La linea dura la sta facendo scuola se è vero che la Sise siciliana, gestore del 118 in convenzione con la Regione, ha licenziato 30 autisti soccorritori che dal primo settembre avevano totalizzato ben 40 giorni di assenza per malattia. Anche a Roma la risposta dell'assessore al Personale e all'Anagrafe Lucio D'Ubaldo, che oggi porterà i provvedimenti in giunta, non s'è fatta attendere: ispezione immediata; sostituzione del direttore dell'Anagrafe centrale; proposta di rimozione del direttore del II municipio; riorganizzazione gerarchica dei 35 uffici anagrafici dislocati sul territorio cittadino, che d'ora in poi saranno obbligati a raccordarsi con l'Anagrafe centrale, cui chiedere rinforzi e lumi in caso di emergenza. (fonte LaRepubblica.it)
La linea dura la sta facendo scuola se è vero che la Sise siciliana, gestore del 118 in convenzione con la Regione, ha licenziato 30 autisti soccorritori che dal primo settembre avevano totalizzato ben 40 giorni di assenza per malattia. Anche a Roma la risposta dell'assessore al Personale e all'Anagrafe Lucio D'Ubaldo, che oggi porterà i provvedimenti in giunta, non s'è fatta attendere: ispezione immediata; sostituzione del direttore dell'Anagrafe centrale; proposta di rimozione del direttore del II municipio; riorganizzazione gerarchica dei 35 uffici anagrafici dislocati sul territorio cittadino, che d'ora in poi saranno obbligati a raccordarsi con l'Anagrafe centrale, cui chiedere rinforzi e lumi in caso di emergenza. (fonte LaRepubblica.it)
Ci domandiamo quindi come pensa lo Stato di Italiano di proteggere il lavoratore (tutte le categorie).
Come può l'impiegato difendersi da solo (sapendo che deve arrivare a sessanta per prendere una scarsa pensione) se dopo i cinquanta anni ha i cosiddetti "acciacchi", depressioni da lavoro e/o familiari con handicap, anziani e figli piccoli o adulti precari a carico e così via?
Roberto Liardo/ DEApress
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