Fonti energetiche rinnovabili

Mercoledì 31 Ottobre 2007 13:06 Giovanna Hollesch
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I deputati ritengono che fonti energetiche rinnivabili costituiscono un elemento chiave di un mix energetico sostenibile, contribuendo alla riduzione della dipendenza dalle importazioni e dalla diversificazione del mix di combustibili, alla riduzione delle emissioni di Co2 e di altro tipo, allo sviluppo di altre tecnologie innovative e alle opportunità di occupazione e di sviluppo regionale. Per promuovere le fonti rinnovabili, i deputati sollecitano l’istituzione e l’attuazione di piani d’azione per le energie rinnovabili (PAR) a livello comunitario e nazionale, che contemplino obbiettivi settoriali per incoraggiare gli investimenti, l’innovazione e la ricerca in tutti i settori. I par inoltre, dovrebbero essere sottoposti a una valutazione strategica approfondita da l’impatto ambientale e affrontare specificatamente la necessità di riconciliare la produzione di energia rinnovabile con altre questioni ambientali (gestione forestale sostenibile, biodiversità, prevenzione del degrado del suolo, emissioni di gas a effetto serra, eccetera). Gli europarlamentari hanno invitato la commisssione e gli stati membri a raggiungere quanto prima un accordo sulla distribuzione dell’obbiettivo del 20% di energie rinnovabili. In tale ambito, ogni stato membro dovrebbe essere libero di scegliere le fonti energetiche rinnovabili più appropriate.

Bruxelle propone piani d’azione a livello comunitario e nazionale

Il diritto sovrano di ogni singolo stato alla scelta del proprio mix energetico è stato ribadito dai ministri dell’ambiente di Austria, Germania, Italia, Irlanda, Norvegia ,Lettonia, Lussemburgo e Islanda riunitisi a Vienna lo stesso 1° ottobre. A seguito dell’incontro, gli otto rappresentanti hanno lasciato una comune dichiarazione nella quale confermavano le loro forti preoccupazioni sui costi enormi e igravi problemi di sicurezza legati all’energia nucleare, ribadendo la necessità di puntare sulle fonti di energia rinnovabile sostenibile, pulite e rinnovabili per contrastare i cambiamenti climatici. Dalla riunione di Vienna è emersa poi una particolare preoccupazione sul rischio di una proliferazione nucleare per scopi non civili e sul fatto che la diffusione delle centrali atomiche possa moltiplicare gli obbiettivi a rischio di attentati terroristici.”Bisogna investire con forza e determinazione sulle fonti rinnovabili e pulite e sull’efficienza energetica- ha dichiarato per l’occasione il ministro Pecoraro Scanio-E’ questa la tsrada da seguire per contrastare i cambiamenti climatici in atto a salvare il pianeta”. L’Italia è il quarto produttore di elettricità da fonti rinnovabili nell’Ue-25.Nel nosro Paese il consumo interno lordo prodotto da fonti rinnovabili è poco più del 1 %, contro un obbiettivo del 22 al 210.Il dato ci colloca nella media europea, ma deriva per il65 % da fonti geoelettriche e idroelettriche, per il 30 % da biomasse e rifiuti e appena il 3% da “nuove e rinnovabili”.Asettembre il governo Italiano ha trasmesso al Commissario Europeo Piebalgs un “Position Paper”contenente la stima sul potenziale di fonti rinnovabili raggiungibile dal nostro paese e gli elementi per l’avvio per il negoziato sulla distribuzione fra i membri Ue degl’impegni in materia energetica stabiliti dal Consiglio Europeo dall’8 al 9 marzo 2007.Per la prima volta il governo quantifica e prende uficialmente atto che le fonti rinnovabili possono dare un contributo non trascurabile per coprire il fabbisogno energetico, e riconoscere la presenza di numerose “Barriere amministrative”, che finora hanno ostacolato lo sviluppo delle rinnovabili. Romano prodi, incontrando a Roma Michelle Bachelet, presiente della Repubblica del C<ille le ha rivolto un indicativo invito:”Lavoriamo insieme, soprattutto nei campi dell’energia rinnovabile edelle infrastrutture”. Lo scorso 2006 Fulvio conti, amministratore delegato dell’enel, ha anunciato il piano dell’azienda per la lotta al cambiamento climatico. ENEL INVESTIRà 4,1 miliardi di euro nei prossimi 5 anni ( 2007- 2011) , per lo sviluppo d’impianti per lo sviluppo d’ impianti e tecnologie finalizzate all’abbattimento  delle emissioni di gas  a effetto serra. Una volta completato , il piano di enel consentirà consentirà di evitare l’immissione di anodride carbonica in atmosfera per circa 4 milioni di tonnellate l’anno.Proprio il Cile, Enel stà stà effett uando una serie di esplorazioni per evitare la possibilità di utilizzare in quel Paese le proprie tecniche per la perforazione e la messa in produzione  di energia geotermica già normalmente utiluzzata in Italia.
 
Giovanna Hollesch - DEApress 

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