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Poesia e Scienza al Lyceum

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Si è svolta ieri, giovedì 19 maggio 2011, nella splendida sede di Palazzo Giugni, la conferenza “Il Gene della Poesia l’Emozione della Scienza”, organizzata dal Lyceum Club Internazionale di Firenze (in collaborazione con la Fondazione Il Fiore).

Obiettivo principale della conferenza, introdotta da Gian Franco Gensini (preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze) e impreziosita dagli interventi di Pietro Pietrini e M. Grazia Beverini Del Santo, è stato quello di disegnare un percorso “tra scienza e poesia”, guidato da un bisogno condiviso: la comune ricerca di un senso (scientifico) e una definizione (poetica) per il fenomeno dell’“emozione”.

L’intervento della Beverini Del Santo (“Alle radici della autoconsapevolezza nel pensiero occidentale: quando la parola poetica si misura con le emozioni e i sentimenti”), ha così scavato nelle radici stesse della tradizione letteraria occidentale, ricostruendo il difficile percorso di ricerca linguistica ed etimologica compiuto da poeti come Lucrezio ed Orazio, entrambi impegnati nel tentativo di definire i sentimenti di tedio, malinconia e profonda depressione che colpivano gli antichi romani in un particolare periodo di crisi: quello che segna il passaggio dalla Repubblica al Principato – culmine dello splendore, ma anche seme della decadenza del grande Impero. E lo sforzo definitorio compiuto da questi poeti può essere a tutti gli effetti paragonato a una ricerca di evidenza “scientifica”: di fronte all’evanescenza di sentimenti così potenti e dannosi, la parola giunge quasi a collassare su se stessa, ricercando le più stabili e rigide basi del senso (siano esse il corpo o l’inveterata tradizione), e costringendole, attraverso artifici retorici quali l’ossimoro e l’analogia, a riprodurre quel senso di sostanziale ineluttabilità – misto alla più contraddittoria impalpabilità – che emerge infine da sintagmi come “funesto veterno” (Orazio, Epistola I,8) o “strenua inertia” (I,11), espressioni ancora oggi difficili da tradurre, e che al tempo di Ottaviano Augusto incisero certo ancor più a fondo nell’immaginario dei lettori. Se, come ricorda la Beverini Del Santo, l’unica cura accettata nel mondo antico era la ragione, questa ricerca linguistica altro non fu che l’elaborazione di una “medicina” per la mente.

Guidato da simili intenzioni – anche se di ben diverso carattere e tenore – è stato poi l’intervento di Pietro Pietrini (“Le Molecole della Mente: Emozioni e Sentimenti tra Geni e Cervello”), ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica presso l’Università di Pisa.

Quello in cui Pietrini ha guidato il suo pubblico, è stato un “viaggio attraverso il cervello umano”, realizzato con un livello di competenza elevatissimo, ma mai a scapito dell’immediatezza e comprensibilità dell’esposizione. Petrini ha così “giocato” con il suo uditorio, presentandogli i molteplici test da lui studiati, ma anche sottoponendolo inconsciamente ad alcuni di essi. Perché l’ambito di ricerca presentato, era quello dell’“Esplorazione funzionale del cervello”, quella branca della ricerca medica che studia non solo “come è fatto”, ma anche e soprattutto “come funziona” il cervello umano. E il metodo migliore per comprendere, è sperimentare.

Sperimentare soprattutto emozioni. Le quali, in termini medici, attivano le amigdale, situate nella parte più bassa del cervello, e deputate alla “generazione” delle emozioni più forti – prima fra tutte la paura, il senso di pericolo. Perché la tesi di fondo sostenuta da Pietrini è che le emozioni altro non sono che “strumenti istintivi” che favoriscono la sopravvivenza dell’individuo. E la “visceralità” di questi meccanismi ha trovato conferma in molti esperimenti di laboratorio. Sottoposta a messaggi subliminali (come l’apparizione per una frazione di secondo di un volto terrorizzato, nel mezzo di una sequenza di volti inespressivi proiettati su uno schermo) la mente può non riconoscere lo stimolo (in sostanza, l’occhio non ha visto nulla), ma se si analizza l’attività cerebrale del paziente durante la proiezione, proprio nell’istante in cui il volto terrorizzato è apparso sullo schermo, le amigdale si sono per un attimo attivate. Segno che il subconscio precede l’analisi razionale – e, di fronte a una situazione di pericolo improvviso, potrebbe veramente salvare la vita.

Situazioni come quelle descritte da Lucrezio e Orazio, corrisponderebbero invece a una condizione emotiva ben diversa, definibile clinicamente come un “impoverimento sinaptico”. In questi periodi di crisi profonda, l’attività del cervello tende a spegnarsi gradualmente, e i danni a lungo termine potrebbero risultare devastanti. Ma la soluzione proposta da Pietrini non si distanzia troppo da quella degli antichi poeti latini: non sono solo le medicine a guarire il paziente, ma anche e soprattutto gli stimoli forniti dalle emozioni, che riattivano il cervello, ridandogli l’originale “vigore sinaptico”. Come una celebre ricerca pubblicata su “Newsweek” ha messo in evidenza, l’esperienza del perdono (sia esso l’estremo gesto cristiano, o anche un egoistico “lasciar stare”) agisce neurologicamente come un attivatore del cingolo anteriore – un fenomeno che, in parole povere, può essere considerato come una forma di “autoguarigione” della mente. Simili osservazioni, riconducono non solo al valore “terapeutico” della fede, ma anche a quello di molte “medicine alternative” sorte in questi ultimi anni, che agiscono spesso come dei “placebo” per pazienti disperati. [rimando, con il dovuto senso critico, al mio precedente articolo Medicina quantistica: dubbio e speranza] Concludendo la sua presentazione, il prof. Pietrini ha forse fornito il miglior consiglio per comprendere il vero valore di queste pratiche mediche “alternative”. Perché farmacologia e psicologia non potranno essere considerate come ambiti separati ed opposti, ma dovranno sempre interagire ed integrarsi, proprio come le molte parti del nostro cervello, proprio come il sapere scientifico e quello poetico: perché la medicina non è soltanto “a matter of molecules”.

Simone Rebora

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Maggio 2011 08:32 )  

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