G8 - La Diaz dopo sette anni

Sabato 05 Luglio 2008 10:48 Silvana Grippi
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Giugno 2001 - Avevamo deciso di partire presto quella mattina da Genova, ma un giovane ci dice che alla Diaz in nottata c'è stato un massacro. Abbiamo preso il primo autobus a volo e ci siamo avviati verso la Diaz e non vi dico...entrando c'era ancora il sangue sia a terra che sui muri e molte scritte sulle lavagne nere: "stanno arrivando, voglio massacrarci, 'asesini' eccoli!!" Forse sentivano le urla degli altri e quindi la paura e l'attesa dello sfondamento delle porte per loro  era una angoscia che volevano trasmetterci con lo scritto. Ho fotografato tutto e posso dirvi che le lacrime e lo sconcerto era grande. Mi ricordo anche una riunione all'altra sede della stampa e poi c'era la Francescato che continuava a telefonare a vari parlamentari che si facevano negare  Una grande tristezza per una protesta legittima in un cossidetto "paese democratico" che si era trasformato i repressione autorizzata.  Mentre tornavamo via,  siamo stati fermati  da macchine che  bloccavano  la strada a tondo e prendevano  tutti  quelli  che restavano dentro come in una rete. Io, mio marito e mia figlia (14 anni) ci siamo sentiti dei pesci che ai bordi del filo erano riusciti ad evadere: mi ero tirata la mano della mia ragazza che altrimenti rimaneva dentro. Leggendo la stampa oggi mi rallegro che ciò è stato riconosciuto dalla Giustizia come "massacro". Ma tutta l'atmosfera è stata repressiva e fin dal primo giorno volevano che ci scappasse il morto. Lo Stato aveva bisogno di far vedere che in Italia tutto era sotto controllo ma questo abuso di zelo resterà come una infamia per una Italia servile verso le grandi potenze e poco attenta ai problemi reali dei suoi abitanti.
 
 

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 05 Luglio 2008 10:57 )