L'Australia, la censura e Google

Giovedì 27 Maggio 2010 14:15 Fabrizio Cucchi
Stampa
Contrariamente a quanto comunemente si crede, internet non viene censurata solo in Cina e in Corea del Nord. Conviene ricordare che tra i paesi che filtrano maggiormente lo scambio di informazioni via web c'è ad es. la Tunisia, considerata come un paese democratico e come un "partner affidabile" da tutto l'occidente....Ho già scritto più volte sulle misure di censura che vengono prese in Italia.....La maggioranza delle nazioni adotta di fatto qualche strategia di filtraggio dei contenuti; si va dalla chiusura dei siti, alla persecuzione degli autori, fino al filtraggio tecnico dei contenuti....La differenza è quasi solo sui metodi e sulla quantità del censurato....Anche il governo australiano sta introducendo un filtro per i contenuti internet, ufficialmente "per i siti di pedopornografia e le attivita' illegali". Purtroppo innumerevoli esempi ilustrano che sul tema censura vale il detto "l'inferno è lastricato di buone intenzioni", come è ad es. il caso dell'Arabia Saudita, che, partita dal censurare i contenuti pornografici è arrivata di fatto a censurare pressochè soltanto le critiche politiche...La buona notizia di oggi (che riprendo dall'Ansa) è che Google si sta ribellando al filtraggio australiano. Speriamo che conduca la sua battaglia con la stessa determinazione con cui ha portato avanti quella sullo stesso tema in Cina...
Fabrizio Cucchi, DEApress
Contrariamente a quanto comunemente si crede, internet non viene censurata solo in Cina e in Corea del Nord. Conviene ricordare che tra i paesi che filtrano maggiormente lo scambio di informazioni via web c'è ad es. la Tunisia, considerata come un paese democratico e come un "partner affidabile" da tutto l'occidente....Ho già scritto più volte sulle misure  che vengono prese in Italia.....La maggioranza delle nazioni adotta di fatto qualche strategia di censura dei contenuti; si va dalla chiusura dei siti, alla persecuzione degli autori, fino al filtraggio tecnico dei contenuti....La differenza è quasi solo sui metodi e sulla quantità del censurato....Anche il governo australiano sta introducendo un filtro per i contenuti internet, ufficialmente "per i siti di pedopornografia e le attivita' illegali". Purtroppo innumerevoli esempi ilustrano che sul tema censura vale il detto "l'inferno è lastricato di buone intenzioni", come è ad es. il caso dell'Arabia Saudita, che, partita dal censurare i contenuti pornografici è arrivata di fatto a censurare pressochè soltanto le critiche politiche...La buona notizia di oggi (che riprendo dall'Ansa) è che Google si sta ribellando al filtraggio australiano. Speriamo che conduca la sua battaglia con la stessa determinazione con cui ha portato avanti quella sullo stesso tema in Cina... 

Fabrizio Cucchi, DEApress

Share