No al razzismo - Appello per una giornata di sciopero civile

Lunedì 08 Febbraio 2010 09:42
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Riceviamo e pubblichiamo:
I tragici giorni di Rosarno sono ancora nella nostra mente e nella  
nostra pancia e fatti di ordinaria xenofobia si verificano  
quotidianamente. Come avrete certamente sentito molte comunità di  
cittadini/e immigrate affiancate da altrettante associazioni  
antirazziste stanno costruendo una giornata di sciopero civile.
Pensiamo che la scuola non possa chiamarsi fuori, soprattutto alla  
luce del disastro che si sta abbattendo sulla scuola della  
Costituzione che riguarda tutti. immigrati e non, e che ci accomuna  
nella difesa del diritto al lavoro, dell'accesso ai saperi e della  
difesa della dignità di tutti gli uomini e le donne.
Per questo vi invitiamo a diffondere questo appello nelle vostre reti  
e ad aiutare i comitati primo marzo a fare informazione capillare  
soprattutto verso le famiglie.
Vi invitiamo altresì a pensare, ciascuno a partire dalla propria  
realtà cosa si potrebbe fare per preparare quella giornata e a  
comunicarlo a info@retescuole.net in modo che possa essere condiviso  
attraverso le pagine dedicate di http://www.forumscuole.it/primomarzo .
È possibile firmare l'appello fin da ora all'indirizzo
http://www.firmiamo.it/1marzo2010
PS: Le modalita di partecipazione alla giornata saranno molte e  
differenziate territorio per territorio e ce le comunicheremo in rete.
Chi potrà/vorrà si asterrà dal lavoro (il SISA da copertura sindacale  
alla scuola), tutti e tutte siamo invitati a fare uno sciopero degli  
acquisti; si organizzeranno presidi, manifestazioni e incontri, feste  
e concerti.
A tutti/e chiediamo fin da ora di portare un nastrino giallo al bavero  
come segno visibile della propria adesione.
1 MARZO 2010: SOLO IL RAZZISMO CI È STRANIERO
Come insegnanti, genitori e studenti vogliamo lanciare un appello alla  
partecipazione al fianco delle nostre sorelle e dei nostri fratelli  
migranti e dei loro figli e figlie alla giornata nazionale del primo  
marzo contro il razzismo e le discriminazioni.
La scuola pubblica è il luogo fondante dell'accoglienza, è il luogo di  
incontro tra persone, tutte diverse tra loro, e tra culture, è il  
luogo dell‚apprendimento e dello scambio di esperienze. È il luogo in  
cui la crescita serena di ognuno è la condizione della crescita degli  
altri. È il luogo fondante del nostro futuro dove si devono costruire  
le condizioni per superare le disuguaglianze e gli svantaggi che sono  
ostacolo alla libertà di tutte e tutti, che siano nati in Italia o in  
altre terre.
Per questo rifiutiamo qualsiasi norma, qualsiasi comportamento,  
qualsiasi disegno politico o ideale che divida le persone, a  
cominciare dai bambini, sulla base della loro origine etnica e  
respingiamo ogni atto discriminante sia stato compiuto e si voglia  
compiere contro alunne ed alunni delle nostre scuole, come gli  
arbitrari tetti di frequenza e sezioni subdolamente create per soli  
immigrati.
Pensiamo invece che la presenza delle alunne e alunni migranti possa  
essere un‚occasione straordinaria di crescita, soprattutto se alle  
nostre scuole saranno date tutte le risorse economiche, di tempo, e di  
insegnanti necessarie per costruire, giorno per giorno, una politica  
di convivenza, di scambio e di relazione viva tra le persone che  
saranno il nostro domani.
L’impoverimento della scuola, al contrario, è la prima forma di  
razzismo, perché trasforma le differenze in disuguaglianze e la  
disuguaglianza porta alla separazione e alla discriminazione.
Per questo il primo marzo 2010 sarà per noi una giornata di sciopero  
civile!
Parteciperemo e faremo da tramite per informare i genitori tutti delle  
iniziative che prenderanno forma nei nostri territori
Saremo ovunque visibili e solidali insieme ai nostri concittadini e  
concittadine migranti, alle loro figlie e ai loro figli.
* Per i diritti e contro le discriminazioni.
* Per il diritto di cittadinanza a chiunque è nato, studia e  
lavora in Italia.
* Contro la circolare Gelmini che introduce e favorisce  
discriminazioni a danno dei figli dei migranti, prefigura classi  
speciali, chiusura di scuole o trasferimenti massicci di studenti  
italiani e non.
* Contro la barbarie culturale in cui si cerca di trascinare  
anche la scuola.

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