Dopo i NO-Tav ecco i SI-Tav

Lunedì 25 Gennaio 2010 11:29 Federica Russo
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Non potevano mancare Pdl e Lega Nord alla manifestazione al lingotto di Torino con l'intenzione di promuovere una class-action contro il movimento No-Tav, ovvero "contro chi - ha spiegato Osvaldo Napoli, Pdl, vicepresidente Anci e sindaco di Giaveno - da anni lavora per impedire di fare la Tav, causando così ingenti danni economici all'intero territorio".

In Val di Susa la situazione continua ad essere delicata. La scorsa notte è stato incendiato un secondo presidio dei No-Tav, a Borgone, dopo che la settimana scorsa era stato dato alle fiamme quello di Bruzolo. "Lo ricostruiremo in metallo - ha commentato il leader dei No-tav, Alberto Perino - noi non molleremo mai, andremo fino in fondo perché siamo convinti che la Tav rappresenti un danno per questa terra e che non sia assolutamente necessaria". 

Il Tav-day al Lingotto era pensato come un’azione bipartisan, ma il PD non è riuscito a decidersi da che parte stare, se con la speculazione e devastazione del nostro territorio o con quei cittadini – attivisti che chiedono garanzie di vivibilità. Per questo i partiti presenti oggi erano Pdl e Lega Nord, ma insieme ai politici c'erano cittadini, valligiani, sindacalisti, imprenditori, rappresentanti di Confindustria Piemonte, tra cui la presidente Mariella Enoc, della Camera di Commercio (Alessandro Barberis), di Fiat (Ludovico Passerin D'Entreves), dell'Unione Industriale (il presidente Gianfranco Carbonato), Confesercenti, Piccoli Proprietari di Case. 

"E' una manifestazione molto importante questa - ha detto Chiamparino - certo non una dimostrazione muscolare, bensì l'occasione per dare la parola a tutti coloro che credono in questa opera fondamentale per il futuro economico del Piemonte e dell'Italia". Chiamparino ha poi riconosciuto come molta della gente che ieri ha partecipato al corteo abbia "sincere preoccupazioni" per la propria terra. "Continueremo a dialogare con loro così come si è fatto fino ad ora, ma è chiaro che in democrazia nessuno può avere diritto di veto su una materia così importante". "La Tav per noi significa rimanere nei corridoi europei 5 e 24 - ha detto la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso - l' alternativa è restare fuori dall'economia dell'Europa". La manifestazione si è chiusa con l'avvio della raccolta firme per un Patto per la Torino-Lione "perché - ha spiegato Chiamparino - la Tav abbia un percorso di priorità assoluta, al di là di chi, come forza politica, seguirà alla guida della Regione come del Paese".

Corridoio preferenziale quindi per gli scavi, gli smottamenti e le frane. Sarebbe da chiedere ai cittadini che aspettano i risarcimenti per i crolli strutturali, cosa ne pensano di rimanere fuori dal corridoio “5 e 24”.

fonte: ANSA

Federica Russo, DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 25 Gennaio 2010 11:45 )