ISF newsletter n. 359

Mercoledì 11 Novembre 2009 21:36 Stefano Neri
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Information Safety and Freedom
newsletter n. 359, anno 3°, novembre 2009

*Iran: liberati caricaturista e giornalista*
11.11.09 - Hadi Heidari, celebre caricaturista e direttore del sito persiano
di cartoon *www.haditoons.com* <http://www.haditoons.com/>, è stato
liberato. Era stato arrestato il 22 ottobre scorso nella capitale mentre
stava partecipando a una cerimonia religiosa in omaggio ai prigionieri
politici. Nelle stesse ore è stato liberato anche Farhad Pouladi,
corrispondente dell'agenzia AFP, arrestato il 4 novembre scorso durante le
manifestazioni che ricordavano il trentesimo anniversario della presa in
ostaggio dell'ambasciata americana a Teheran. Nella stessa circostanza era
stata arrestata anche Nafiseh Zareh Kohan, collaboratrice di alcuni giornali
riformatori. La giornalista è tuttora detenuta. (fonte: RSF)*

** Togo: giornata senza informazione per protestare contro legge restrittiva
sulla stampa*
11.11.09 - Oggi niente quotidiani in vendita mentre le emittente
radiofoniche diffonderanno soltanto musica: è la ‘Giornata senza
informazione’, protesta ideata dalle associazioni togolesi della stampa
indipendente, dei media e di difesa dei diritti umani per denunciare una
legge approvata il 30 ottobre dal parlamento, nonostante il boicottaggio
dell’opposizione che la definisce “una chiara volontà del potere di
imbavagliare la stampa alla vigilia delle presidenziali del 28 febbraio
2010”. Diverse organizzazioni di giornalisti hanno presentato ricorso alla
Corte costituzionale, denunciando l’incostituzionalità della legge, per la
facilità con la quale l’assemblea nazionale potrà sospendere una testata
perfino per sei mesi, ritirare il tesserino a un professionista o
sequestrare le apparecchiature radiotelevisive. Allo stesso tempo,
l’opposizione di Gilchrist Olympio denuncia un clima di crescente
insicurezza, violenza e repressione, ad opera delle milizie del partito al
potere, nei confronti di esponenti dell’opposizione e semplici cittadini
vittime di arresti arbitrari, maltrattamenti e umiliazioni. Per il
Raggruppamento del popolo togolese (Rpt, al governo) si tratta di accuse
infondate e di una strategia elettorale messa in atto dall’opposizione.
Invece, il delicato affare del tentato golpe ad opera, nell’Aprile scorso,
del fratello del presidente Faure Gnassingbé, non si risolverà in famiglia
ma in tribunale; i legali del capo di stato hanno annunciato che rifiutano
la richiesta di conciliazione di Kpatcha Gnassingbé che verrà giudicato per
“attentato alla sicurezza dello stato”. Intanto decine di giovani togolesi
hanno aderito ad un progetto dell’Onu di sensibilizzazione e prevenzione dei
conflitti, con l’obiettivo di allontanare lo spettro delle violenze
politiche, dopo i gravi bilanci delle presidenziali del 2005, con almeno 500
morti, migliaia di feriti e sfollati. (fonte: Agenzia Misna)*

** Russia: ufficiale di polizia critica Putin su YouTube.  Licenziato, ora
teme per la sua vita*
11.11.09 - Lui si chiama Alexei Dymovskiy, maggiore di 32 anni di
Novorossisk, una cittadina sul mar Nero nella Russia meridionale. Il 5
novembre scorso ha pubblicato due video su YouTube nei quali non solo
protesta per lo stipendio basso e i troppi straordinari della polizia russa
ma critica duramente anche la presunta prigionia di alcuni innocenti, la
corruzione dilagante e i superiori inadatti. In divisa, dietro a uno sfondo
blu, si rivolge in russo direttamente al primo ministro Putin chiedendo una
«riunione di crisi». Concretamente, il poliziotto rimprovera i suoi
superiori - tra l'altro - di averlo costretto a lavorare senza paga nei fine
settimana e di aver dovuto risolvere casi fittizi. Gli avrebbero, inoltre,
rifiutato un risarcimento per una ferita. «Voglio mostrarvi la vita
dall'interno della polizia russa, l'ignoranza, la cafonaggine, la mancanza
di riguardo», spiega il militare. Sarebbe un'organizzazione, nella quale
«gli ufficiali muoiono per capi inadatti», dice Dymovskiy. Il messaggio
postato su Internet e *sulla sua pagina personale* (http://dymovskiy.ru/) ha
suscitato grande scalpore ai piani alti del Cremlino. Invece di seguire la
via gerarchica, Dymovskiy ha pensato bene di sfruttare i nuovi media e di
dar quindi sfogo alle sue insofferenze con messaggi video sul popolare
portale. L'ex capo del Cremlino non ha voluto commentare. Ma se domenica
sera un portavoce del ministero dell'Interno a Mosca assicurava che
un'indagine sarebbe partita lunedì e i risultati presentati in seguito al
premier Putin e al presidente Dmitrij Medvedev, dopo poche ore lo stesso
portavoce ha comunicato improvvisamente che l'inchiesta era già stata chiusa
e il poliziotto licenziato - per disonore, riporta l'agenzia Interfax. Con
ciò il caso sembrerebbe chiuso. Ciononostante, il video sta scalando le
classifiche sul web russo: subito dopo la pubblicazione più di 400 mila
visitatori hanno visto il «discorso incendiario» di Dymovskiy. Nei commenti
e nei blog un gran numero di utenti danno ragione al poliziotto, alcuni
colleghi invece lo criticano. Il maggiore però, ora teme per la sua vita.
Ha raccontato di essere stato seguito da due auto con sconosciuti a bordo e che
adesso, «per ragioni di sicurezza», sta pensando di trasferire moglie e
figli da conoscenti a Mosca, riferisce l'agenzia di stampa russa. «Inoltre»,
ha proseguito Dymovskiy, «da parte del governo è stata fatta pressione su di
me e sui colleghi a non confermare le critiche». Dymovskiy è entrato in
polizia dieci anni fa. È stato impiegato prevalentemente contro il traffico
di droga. (fonte: Corriere della Sera)

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