*Turchia: la direttrice di un giornale on line rischia quindici anni di prigione*
05.10.09 - Alla giornalista Aylin Duruoglu, detenuta nella prigione di
Bakirköy (Istanbul) e accusata di appartenere a un gruppo terrorista, è
stata richiesta la pena di quindici anni di carcere dala pubblico ministero
nel processo in corso nella capitale. Aylin Duruoglu è accusata di
appartenere all'organizzazione "Quartiere generale rivoluzionario", ma le
accuse si reggono solo sull'ammissionje della giornalista di aver conosciuto
uno dei membri dell'organizzazione. La giornalista aveva però chiarito di
averlo incontrato perché lo conosceva dai tempi dell'università. Nessuna
altra prova è stata richiesta al processo, e già questo fatto può chiarire
quanto la detenzione della giornalista sia ingiustificata,tanto più che tale
carerazione è contraria agli articoli 5.1.c e 5.4 della Convenzione europea
della salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle sue libertà fondamentali di
cui anche la Turchia è Paese sottoscrittore. Aylin Duruoglu e autrice del
libro "Gli hamman turchi" e fino al suo arresto dirigeva la versione on line
del quotidiano 'Vatan', gazetevatan.com. (fonte: RSF)
*Cina: nello Xinjiang è reato anche solo parlare di separatismo, approvata
una legge che punisce chi ne discute su Internet*
05.10.09 - Il governo dello Xinjiang ha approvata la settimana scorsa una
legge che punisce come reato il semplice parlare su Internet di separatismo.
Secondo il governo, la “Information Promotion Bill” vuole impedire che
Internet sia usato per fomentare il separatismo etnico o turbare la
stabilità sociale. Ora la polizia vigila sugli Internet café, pronta ad
arrestare chi anche soltanto discute circa le proteste etniche esplose a
Urumqi il 5 luglio, nelle quali ci sono stati 197 morti. Durante gli scontri
e nelle settimane successive, le autorità hanno bloccato ogni comunicazione
con la zona via internet o telefono cellulare e anche in seguito sono
rimasti oscurati siti globali come Facebook, Twitter e YouTube. Fonti locali
riferiscono che molti telefoni cellulari usati nella regione hanno ricevuto
nelleultime settimane garbati messaggi sms, con probabilità per avere
inviato messaggi contenenti parole “proibite” dal governo. La polizia
impedisce pure di portare fuori dalla regione foto e filmati delle proteste
di luglio e arresta chi ne è trovato in possesso. Filmati delle violenze
sono comunque circolati su siti come YouTube, pubblicati da uiguri in
esilio. L’ingegnere informatico Pu Fei commenta a RadioFreeAsia che è
pessimista circa “la libertà di parola nel Paese”. “Finora la legge aveva
soltanto ricordato di evitare certi termini” e ne aveva censurato l’uso su
Internet, ma è la prima volta che il semplice uso di determinati termini o
l’affronto di argomenti è ritenuto di per sé reato. Wang Youjin, professore
dell’università cinese di Scienze politiche e diritto, osserva che in Cina è
punita con severità ogni azione “sovversiva” ma che il termine è generico e
le autorità possono farci rientrare qualsiasi forma di protesta e di
dissenso. Il pericolo è che, per ragioni di sicurezza, le autorità tengano
la popolazione uiguri in completo isolamento. (fonte: Asianews)
*Honduras: chiusi due media di opposizione*
05.10.09 - Passando dalle parole ai fatti, il governo, dopo aver sospeso per
decreto le libertà pubbliche, ha chiuso la stazione Radio Globo e la catena
televisiva Canal 36, più volte sospese dal 28 giugno a causa della loro
opposizione al colpo di stato avvenuto nel paese. In entrambi i casi la
polizia ha sfatto sloggiare la redazione dei due media dai locali e
confiscato tutte le attrezzature. (fonte: RSF)
* Russia: anche per la Corte dell’Altai i Testimoni di Geova sono
"estremisti" da condannare, sotto accusa alcune pubblicazioni che
conterrebbero incitamenti allo scontro religioso *
05.10.09 - Il tribunale di Gorno-Altaisk condanna per estremismo religioso i
testimoni di Geova che vivono nella Repubblica dell’Altai. È l’ennesima
sentenza che colpisce l’organizzazione religiosa in Russia già ritenuta
colpevole di diffondere pubblicazioni contenenti “materiale estremistico”
dal tribunale di Rostov a metà settembre. Il tribunale delle repubblica
siberiana ha bandito 18 pubblicazioni dei Testimoni di Geova dell’Altai dopo
averle sottoposte all’analisi di esperti che vi hanno rinvenuto incitamenti
allo scontro religioso.Il Centro amministrativo dei Testimoni di Geova,
riconosciuto dal governo di Mosca, è già ricorso in appello presso il
tribunale del Gorno-Altaisk, ma la situazione è molto delicata. La sentenza
della corte fa seguito a una simile di Rostov e precede quelle di altre
tribunali sparsi per la Federazione, dove sono in corso procedimenti
analoghi.L’accusa è sempre la stessa: pubblicazioni che incitano
all’estremismo religioso. I testi incriminati sono gli stessi che il gruppo
pubblica e distribuisce in Europa ed altri 200 Paesi, in 176 lingue
diverse.Per i Testimoni di Geova si tratta dell’ennesimo attacco
discriminatorio da parte delle autorità giudiziarie delle repubbliche
autonome russe. “Questo tipo di sentenze - affermano dal Centro
amministrativo - portano a legalizzare azioni illegali contro cittadini
pacifici che credono in Dio secondo la loro coscienza e i principi delle
sacre scritture”.Tra le minoranze religiose presenti sul territorio dell’ex
Urss, i Testimoni di Geova sono fra quelle più vessate. Presenti con circa
200mila fedeli sparsi in tutta la federazione sono accusati di settarismo,
“estremismo religioso”, “incitamento all’isolamento sociale” e a
comportamenti che minano la vita civile del Paese. (fonte: Asianews)
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