Basilico a Montepulciano

Venerdì 15 Maggio 2009 18:25 Silvana Grippi
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Gabriele Basilico - Il grande fotografo in mostra a Montepulciano (nota come "terra del vino nobile") -
Cantina Icaro in via delle Pietrose 2,
Abitando a Firenze dall'età di dodici anni ho potuto avere un occhio distaccato e critico verso la città che mi ospita. Sono arrivata in Toscana ed ho abitato subito in un agglomerato urbano come era allora Sesto Fiorentino, poi ho vissuto nel centro storico di Firenze con tutte le sue varie contraddizioni, un piccolo flash all'isolotto e poi nuovamente nel centro urbano dove ho potuto vivere sia in zone povere che di lusso. Ecco perché Basilico non mi dice niente di strano quando parla delle periferie fiorentine come le peggiori del mondo... naturalmente ho provato anchio miolte volte a portare dei giovani a fotografare la periferia fiornentina per una ricerca di geografia urbana. E posso confermare che Basilico ha pienamente ragione, come urbanista egli naturalmente non ci descrive una Toscana con le colline pettinate di vigne e gli ulivi giulivi. .
Gli scorci di borghi pittoreschi non ci sono e le foto di Gabriele Basilico sono altro: vedute urbane di periferie, di nuovi "luoghi di socializzazione" come cinema multisala, outlet, centri commerciali, fabbriche, ospedali, insediamenti di villette a schiera e gioca con le strutture mettendo insieme proporzione e geometrie: ombre e luci.  L'autore è un ventennio che va a caccia di luoghi e non-luoghi della nostra vita quotidiana, paesaggi urbani tristi, desolati o deturpati ed è queto che lo ha reso un protagonista internazionale della cultura stilistica della fotografia.
La Cantina Icario di Montepulciano lo ha invitato e lui è venuto per raccontarci quello che ha visto della città rinascimentale per eccellenza che periferie che contrastano con il bello del centro ma vi assicuro ben più vive dell'ipocrisia. A Basilico vorrei dire che queste sono le più belle periferie del mondo dove la gente non vegeta ma vive sognando.
Spero che Basilico non voglia essere il regista di uno scenario che può essere letto come "degradato uguale offesa al bello", non è una condanna come molti intendono interpretarlo. Perché se così fosse mi sentirei offesa. Se invece si intende criticare ciò che ci fa vedere con le sue fote, cioè i danni fatti dalle amministrazioni comunali che hanno dato permessi agli speculatori per costruire bruttissime sale multiple o centri commerciali, allora ben venga la critica di Basilico. 
La Toscana cartolina non ci incanta, le vetrine sono il salotto buono per i turisti che non vedono. L'occhio attento di un urbanista ci dice "......ho percorso le sue strade per cogliere il corpo di questo luogo, sono salito sulla torre del Comune, studiato la forma a testuggine di Montepulciano, i tagli e le fessure dell´impianto urbano. Poi sono andato fuori, su e giù per le colline, verso la pianura, la Valdichiana. Il mio lavoro non tocca gli edifici storici. Sono interessato al tema della trasformazione e ho imparato ad essere portavoce di uno sguardo democratico, che dà pari dignità ad arte e contemporaneità ordinaria, guardo alla loro convivenza....Non cerco stravaganze o equilibrismi estetici, cose che trovo prive di rispetto verso la realtà. Privilegio lo spazio urbano. E mi interessa aiutare le persone a osservare quello che ci sta davanti. Si vive di immagini ultra accelerate, e la gente non ha più la capacità di vedere, si abitua ad un palinsesto. Così la visione va decostruita, lo sguardo va ripulito per recuperare un´essenzialità» spiega Basilico. Guardare lo spazio, cercare di capirlo. Come fa un fotografo? «Cerca la distanza giusta dalle cose, si piazza nel punto dove può percepire meglio lo spazio. Come uno scalatore che arrivato in cima alla montagna, contempla il paesaggio fino ad entrarci dentro». E cosa ha visto percorrendo quello toscano? «Il mio interesse non tocca l´aspetto naturalistico - risponde - Sono sensibile alla bellezza, ritrovo Piero della Francesca in certe vedute, ma mi interessa andare a vedere l´opposto, senza esasperare i punti deboli. Tutto il paesaggio italiano è una grande carta a rischio. Anche la Toscana. Conosco bene la periferia di Firenze: è una delle peggiori d´Italia. Forse perché il centro è talmente bello?".
ILa sintesi del suo lavoro sono 30 foto (esposte fino al 30 settembre, salone Cantina Icario,  a Montepulciano, ingresso libero), sono il risultato di questa sua richerca che raccontano le contraddizioni del nostro paesaggio urbano: immagini di una Toscana fra natura e industrializzazione, i cubi dei palazzi della città di Poliziano, la chiesa di San Biagio e, accanto, le nuove costruzioni dei centri commerciali, di outlet e abitazioni. Immagini con geometrie e geografie stridenti, lontano dgli stereotipi. Andiamo a vederla e poi parliamone....... 

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