Kodò, nome inverosimile. Inverosimile come il gruppo di giovani ragazzi che portano in tuttoil mondo la musica di una specie di tamburo che si chiama Taiko. I Kodò sono un gruppo musicale che naque quasi quarant'anni fa nella meravigliosa isola di Sado, per promuovere la musica tradizionale giapponese. E che il 15 maggio, alle ore 20.45, farà un grande concerto al Teatro Verdi di Firenze.
Nella lingua giapponese Kodò vuol dire il battito del cuore e giovane percussionista. Questi giovanni percussionisti con un battito forte tornano in Italia per presentare, per prima volta fuori dal Giappone, l'affascinante performance Ekkyo: oltre i confini. Fa parte della loro One EarthTour – Europe 2009. La coreografia dello spettacolo è stata ispirata al libro più antico di storia del Giappone. Il danzatore principale del gruppo, Chieko Kojima, farà la danza del cervo originata nella regione Iwate del Giappone. Nel loro modo originale e spettacolare di suonare le percussioni e i tamburi abbigliati con elaborati costumi e maschere, i Kodò apriranno un nuovo mondo al pubblico.
All'inizio il gruppo naque per conservare e promuovere la musica tradizionale giapponese dei tamburi. E in effetti, nel periodo dopo guerra, sono stati la forza più grande dietro la rivitalizzazione dello strumento Taiko, in Giappone e nel mondo. Ma il loro scopo non è stato solo quello. Il loro desiderio è anche quello di creare una nuova tradizione ispirata dal passato ma le cui energie intellettuali e fisiche parlino già del futuro. Tradizione ma allo stesso tempo innovazione. E' questa l'ideologia che gli ha portato alla fama internazionale. Frutto della loro dura disciplina è una tecnica da virtuosi per farele figurazioni teatrali e per sviluppare una specie di coreografia del corpo per interagire con i tamburi parlanti. Il 15 maggio sarà l'appuntamento unico per far testimonio di tutta l'energia dei corpi danzatrici e dei tamburi parlanti che ci porterà il gruppo.
Kanika Tawakley/ DEApress
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