Poliziotti attaccano studenti del Liceo
Questa è la testimonianza di chi era presente al corteo studentesco.
In occasione di un corteo autorganizzato dalla Rete dei Collettivi di Firenze, non autorizzato dalla questura, per difendere il diritto a svolgere le proprie attività studentesche all'interno dell'aula autogestita del Liceo Classico Michelangiolo, un membro della DIGOS impegnato nella ripresa audiovisiva dei fatti ordina ai poliziotti antissommossa armati con manganelli di attaccare.
All'ordine i poliziotti hanno risposto violentemente, caricando più volte e picchiando con forza i giovani manifestanti disarmati, che si sono affrettati alla fuga.
Tra i feriti è rimasto coinvolto un membro del Coordinamento Studenti Medi Firenze, che pur essendo disarmato e con le mani alzate, è stato colpito ripetutamente al volto.
Il responsabile dell'UdS Firenze, anch'esso membro del CSM, ha immediatamente soccorso il compagno a terra. Insieme agli inquilini del palazzo di fronte al luogo dell'accaduto lo hanno portato nell'abitazione per dargli un primo soccorso e in seguito chiamare l'ambulanza.
Arrivata questa, il responsabile dell'UdS è stato caricato su una camionetta della polizia che lo ha condotto in questura per essere schedato e per accertamenti. Per sua fortuna non è scattata la denuncia ed è stato lasciato andare dopo qualche ora.
Uscito dalla questura ha assistito dopo pochi minuti, da lontano, ad altri scontri. Il ragazzo ricoverato a Santa Maria Nuova è in gravi condizioni, ovviamente non in fin di vita; i medici stanno svolgendo accertamenti sull'entità dei traumi riportati, si parla di zigomi rotti e lesioni a un occhio.
Intanto gli studenti del corteo si sono diretti prima verso la facoltà di lettere e poi muniti di sassi verso la questura. Lì altri otto studenti sono stati fermati e schedati in seguito al lancio di oggetti contro l'edificio della questura.
Oltre a manifestare la mia solidarietà agli studenti contro le cariche di polizia, mi trovo a dover evidenziare ancora una volta come la repressione della cosidetta illegalità venga sempre attuata contro coloro che difendono i diritti sociali e civili. Davanti a una crisi economica globale appare evidente come ogni gesto di dissenso che cerchi di affrontare una questione sociale, sia sempre soffocato con la violenza e con il pretesto dell'ordine pubblico. Il buon senso dovrebbe guidare anche le forze di polizia perchè prima di tutto dovrebbero sentirsi anche loro dei cittadini e riconoscere che la questione sociale si sta velocemente degradando e coinvolgerà inevitabilmente anche le loro vite e smetterla di essere il braccio violento delle politiche criminalizzanti.
Antonio Berti candidato umanista di "Ornella De Zordo per Unaltracittà"
Ufficio stampa Partito Umanista
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