Dibattito sull'ambiente in citt

Mercoledì 25 Marzo 2009 18:26
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Dibattito politico presso la sede Arci di Piazza de Ciompi organizzato dal movimento legato alla consigliera De Zordo. Riceviamo il comunicato stampa dalla consigliere De Zordo e pubblichiamo:

 

"Mercoledì 25 marzo 2009
alle ore 17,00
c/o il Circolo ARCI in Piazza de' Ciompi, 11 - Firenze

 

Parliamone con:


PAOLO BERDINI

Docente di Urbanistica Facoltà di Ingegneria Università Tor Vergata di Roma
SERGIO BRENNA

Docente di Urbanistica Facoltà di Architettura Politecnico di Milano
PAOLO BALDESCHI

Docente di Urbanistica Facoltà di Architettura Università di Firenze
GIORGIO PIZZIOLO

Docente di Urbanistica Facoltà di Architettura Università di Firenze

Introduce: ANTONIO FIORENTINO
Coordina: DOMENICO GUARINO


Conclusioni: ORNELLA DE ZORDO

 

La condizione di Firenze è notoriamente quella di una città congestionata, sovrasatura, largamente oltre le soglie della sostenibilità e con una qualità della vita assai bassa, la sua area metropolitana non sta in condizioni migliori, trascinata verso il basso dalla città capoluogo.

Questa tendenza, che si è progressivamente formata e allargata nel corso degli ultimi anni, sta subendo una rapidissima accelerazione in quest’ultimo periodo e in particolare in questa fase preelettorale, quasi che si volesse precostituire il futuro della città in maniera irreversibile. Questo atteggiamento, che è il contrario della “sostenibilità”, specie nei confronti delle future generazioni, è un “furto di futuro” ed un accaparramento ingordo di risorse, di beni (comuni e non) e del patrimonio collettivo.

Riteniamo che ormai si possa parlare di una tendenza nazionale, che vale per ogni contesto, in particolare per quelli metropolitani. I casi di Roma e di Milano sono ugualmente impressionanti, non solo per il presente ed il futuro prossimo ma più che altro per la distruzione di speranza, di eliminazione di soluzioni possibili, per il perseguimento di abbuffate senza limiti, così come sta avvenendo a Firenze. I Piani urbanistici e strategici, molto spesso, legittimano queste scelte irragionevoli, a volte anche formalmente improprie. Come avviene a livello di governo centrale, così anche in queste metropoli, si pensa di opporsi alla “Crisi” non certo ripensando al modello che ha generato la crisi stessa, ma anzi accelerando ogni tendenza iperbolica, quasi assecondando una visione di “perversione” alla Bosch.

Riteniamo, viceversa, che siano ormai maturi i tempi, anche se non ancora evidenti per tutti gli italiani, per la formazione di un movimento urbano capace di creare e di partecipare, ben oltre la crisi, ad un festoso salto evolutivo della città e del paesaggio."

 

Riccardo Marconi - Deapress

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Marzo 2009 18:30 )