No alle ronde, sì al rafforzamento delle polizie locali. E’quanto
sta alla base della legge in via di approvazione dalla Regione Toscana. Il
vicepresidente della giunta toscana con delega alla sicurezza, Federico Gelli,
commentando il decreto sicurezza del governo, spiega la contrarietà
dell’amministrazione regionale ai Cie (centri di identificazione ed espulsione)
e alle “ronde”. “In questo modo - spiega Gelli - si introduce un profondo
cambiamento nell'assetto istituzionale democratico, in cui la prevenzione e la
protezione devono essere garantiti dalle forze dell'ordine. Il messaggio è che
si dimostra la debolezza delle forze dell'ordine e si inizia a dare spazio alla
giustizia fai da te, che dovunque ha sempre dato risultati devastanti. E'
un’operazione demagogica e con un approccio culturale sbagliato”.
La nuova legge regionale, che dovrebbe essere approvata
entro la fine di marzo, punterà al contrario sul potenziamento delle forze di
polizia locali. “Intendiamo rafforzare - prosegue Gelli - il ruolo delle polizie
locali, secondo il modello del vigile di prossimità, sempre più vicino alle
realtà della città, del quartiere e dei cittadini. Questo anche per sgravare da
compiti e funzioni polizia e carabinieri, che potranno così dedicarsi alla
prevenzione e repressione del crimine”.
Valentina Casini - DEApress
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