L'ARCI comunica

Venerdì 16 Maggio 2008 20:34 Silvana Grippi
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No alla persecuzione dei rom
Il razzismo rende tutti più insicuri
Dichiarazione della Presidenza nazionale Arci


Gli attacchi al campo rom nel quartiere di Ponticelli sono il frutto
avvelenato di un clima culturale che si sta pericolosamente diffondendo nel
Paese e che rischia di farci piombare nella barbarie. Il senso di
spaesamento, l¹insicurezza diffusa, la solitudine prodotta dalla
frammentazione di comunità un tempo coese e solidali, sono state
strumentalmente piegate ad un¹interpretazione della sicurezza riduttiva e
discriminante. Si è voluta alimentare una pericolosa ³sindrome del nemico²,
più rassicurante perché facilmente individuabile e contrastabile. Il nemico
è il ³diverso², il migrante, il rom, o anche il tuo concittadino se assume
atteggiamenti non ³conformi² , come a Verona.

Il rischio è di trasformare questo Paese, le sue città, i loro quartieri in
tante fortezze chiuse.
Napoli è sempre stata una città aperta, un ponte verso il Mediterraneo.
Colpisce che questa violenza avvenga proprio lì.

D¹altra parte, nominare un commissario straordinario all¹emergenza rom a
Milano, è come soffiare sul fuoco. Il messaggio che ne deriva è che esiste
un¹emergenza, che questa si identifica con una popolazione, e che questa va
affrontata come problema di ordine pubblico. Vorremmo ricordare che l¹Europa
ha semmai un debito verso i rom, sempre perseguitati e, dopo gli ebrei, le
maggiori vittime dello sterminio nazista. Compito del commissario sarebbe
quello di procedere allo sgombero dei campi nomadi nell¹area metropolitana.
Anche noi riteniamo che una vera politica d¹accoglienza richiederebbe non un
ammasso di baracche in zone degradate, ma abitazioni dignitose. Lo sgombero
senza soluzioni alternative diventa persecuzione. Non di commissari
straordinari c¹è bisogno, ma di risorse e programmi per il superamento dei
campi.

Riteniamo inoltre necessario il coinvolgimento degli stessi rom per
programmare qualsiasi decisione che li riguardi.

La campagna elettorale è finita. E¹ l¹ora di metter mano a provvedimenti che
risolvano positivamente i problemi anziché crearne altri e che mettano al
riparo il nostro paese da una pericolosa involuzione democratica.

Roma, 14 maggio 2008

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