Fabbrica Europa risponde a DEA

Mercoledì 14 Maggio 2008 14:00 Giulio Gori
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Maurizia Settembri, di Fabbrica Europa, risponde in modo molto critico al nostro invito a partecipare a un appello per la realizzazione di un Museo di Arte Contemporanea a Firenze e per il recupero di opere scomparse da anni.
Il testo del nostro appello è questo:
https://wwww.deapress.com/editoriali/per-un-museo-di-arte-contemporanea.html


Ecco la lettera di Maurizia Settembri:

Gentili signori e signore,
non mi sento di dare l'adesione alla vostra lettera aperta perchè la trovo molto banale e  piena di luoghi comuni, oltretutto credo che chi scrive dovrebbe firmarsi con nome e cognome, e non con una sigla, e inoltre non sono per niente interessata alla  nascita di un  ennesimo museo, seppur museo di arte contemporanea e per il "recupero" di opere...., ma comunque museo. Sono stanca di musei,   ce ne sono 88, 90, 100... e ogni anno aumentano  in questa città e sono sempre vuotio chiusi o  non utilizzati a pieno. (salvo evidentemente i soliti noti).
 Credo che il museo d'arte contemporanea per Firenze può essere tranquillamente collocato a Prato, perchè credo che Prato e Firenze siano un'area metropolitana, da unificare e non da dividere. Vorrei  a Firenze e a Prato e in Italia luoghi permanenti di creazione e produzione,  luoghi vivi dove non si "recuperano" opere ma dove le si realizzano, vorrei aiuti alla produzione e alla promozione del contemporaneo.
 Credo che Firenze e le città d'Italia siano luoghi  vivi, piena di creatività purtroppo non sostenuti, dove quello che si realizza lo si costruisce  trovando aiuti e finanziamenti da ogni parte del mondo, dove gli artisti sono costretti a partire per fare il loro lavoro. Credo che bisognerebbe agire e non scrivere lettere.
 Cordiali saluti
 Maurizia Settembri


Ed ecco la nostra risposta:

Gentile Maurizia Settembri,
La ringraziamo per la gentile risposta. Accettiamo di buon grado l'accusa di banalità, un'accusa sbagliata e superficiale, ma legittima, ma non possiamo in alcun modo accettare l'accusa di anonimato. Non so se le risulti, ma un'associazione è un istituto giuridico di persone, con tanto di statuto e di regolari tessere per gli iscritti e, tra l'altro, DEA si impegna per lo sviluppo della città di Firenze dal 1987. Potremo essere banali, ma non anonimi.
In ogni caso, accettiamo, ci mancherebbe, il suo rifiuto a partecipare alla nostra iniziativa, ma le ricordo che in molte città del mondo, Barcellona per fare un esempio, il museo di arte contemporanea ha costituito il naturale  punto di partenza sui cui incentrare una serie di attività che hanno riportato l'arte contemporanea, la progettualità e l'invenzione al centro del tessuto connettivo della società.
Condividiamo assolutamente la sua idea di una città metropolitana, che comprenda Prato e altri centri come parte integrante di una Firenze allargata. E' una battaglia che portiamo avanti da anni. Tuttavia si dovrebbe ricordare che per realizzare un'area metropolitana effettivamente interconnessa, ci vogliono infrastrutture imponenti e efficienti... Ci vogliono decine di anni, dal momento in cui si decide di percorrere questa strada. E qui a Firenze codesta idea non è neppure in cantiere.
Sinceramente noi vorremmo veder rifiorire questa città, prima che i nostri nipoti siano vecchi.
Riguardo invece al fatto di fare e di non scrivere lettere, siamo perfettamente d’accordo. Siamo abituati a fare, ma proprio perché facciamo ci sentiamo legittimati ad essere parte attiva della città. E se crediamo giusto fare una protesta non ci facciamo pregare, anche perché non abbiamo santi in paradiso. Certo zelo da noi non è ancora abitudine.
 Cordialmente,
Giulio Gori - Associazione DEA


Rimaniamo in attesa di qualsiasi comunicazione riguardante il nostro appello:
redazione@deapress.com

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Maggio 2008 14:28 )