Manifestazione per difendere la 194

Domenica 24 Febbraio 2008 21:33 Silvana Grippi
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Cosa è la 194?

Quando l’aborto era illegale le donne venivano uccise a migliaia dagli aborti clandestini: la 194 è la legge che ha restituito alle donne la libertà di scelta sulla maternità ed ha salvato le loro vite.

Quando è stata approvata questa legge?

La 194 è stata introdotta nel 1978; per farla cancellare le forze politiche cattoliche e la  Chiesa indissero un referendum, ma la maggioranza delle italiane e degli italiani votò perché le donne potessero continuare a scegliere e confermarono la validità della 194.

Cosa è successo con la 194?

Da quando è entrata in vigore la 194, grazie anche all’istituzione dei consultori pubblici ed alla diffusione della pratica della contraccezione, gli aborti sono diminuiti sempre di più: oggi si praticano in Italia il 60% in meno di interruzioni di gravidanza.

Perché oggi si parla tanto di 194?

Perché la Chiesa  e una gran parte delle forze politiche hanno sempre continuato in tutti questi anni a combattere contro la 194 e contro la libertà di scelta delle donne in materia di maternità e di aborto. Oggi, siccome il Vaticano entra sempre di più nella vita politica italiana e molti uomini politici appoggiano le richieste  della Chiesa per interessi religiosi o elettorali, la 194 rischia di essere rivista o cancellata, e la libertà delle donne rischia di essere fortemente limitata.

 

MANIFESTAZIONE

8 marzo ore 9.30

PARTENZA DA PIAZZA S. MARCO ARRIVO IN PIAZZA ANNIGONI (S. AMBROGIO)

MUSICA E TEATRO

per difedere la legge 194

per difendere il diritto ad una matern ità libera e responsabiie

per riaffermare il diritto ad una sessualità libera e consapevole

per la rpesenza delle donne in tutti i luoghi decisionali

per la laicità dello stato 


 Libere tutte - Appello per la manifestazione dell'8 marzo a Firen ze

Assistiamo in questi giorni all’ennesimo tentativo di riportare indietro le lancette della società italiana. Questo tentativo colpisce in primo luogo tutte le donne, minacciando gli spazi di libertà conquistati dal movimento femminista, che era riuscito a scardinare schemi oppressivi radicati, grazie ad una nuova cultura di liberazione, di democrazia, di affermazione dei diritti individuali.

Come mai prima d’ora c’è bisogno invece della ricchezza che i movimenti delle donne portano alla vita politica, sociale, civile e culturale, perché solo in questo altro modo di pensare il mondo e di viverlo sta una possibile alternativa allo stato confessionale, alle guerre, alla globalizzazione neoliberista, a tutti gli integralismi.

L’incontrollata ingerenza della Chiesa cattolica nella sfera pubblica ed il tentativo di conformare lo Stato laico ad una concezione etico-religiosa costituiscono un fenomeno gravissimo che investe la vita, la libertà e la dignità delle cittadine e dei cittadini di questo paese.

Nella generale subalternità alle gerarchie ecclesiastiche, si torna ad affermare un modello unico di famiglia, tradizionale e patriarcale, e si nega legittimità al pluralismo etico e culturale, base di ogni democrazia. Mentre la retorica sulla vita inonda i mezzi di comunicazione, la precarizzazione del lavoro e l’arretramento dello stato sociale rendono sempre più difficile la condizione delle donne, limitandone di fatto la libertà di scelta su questioni fondamentali:  la maternità, l’affettività, la possibilità di progettare il proprio futuro.

Di fronte a tutto questo, è indispensabile riaffermare con forza il principio dell’autodeterminazione delle donne, principio che non deve divenire oggetto di trattativa nei programmi e nelle pratiche di governo.

Respingiamo  in particolare i ripetuti e violenti attacchi alla legge 194 con  il tentativo di limitare la libertà di scelta in materia di interruzione di gravidanza, anche attraverso l’inserimento degli integralisti del "Movimento per la vita" nei consultori pubblici e l’estensione dell’obiezione di coscienza anche ai farmacisti; l’obiezione del personale sanitario inoltre non può arrivare a impedire di fatto, in alcune città e regioni, l’applicazione della legge: deve essere garantita la presenza di medici e infermieri non obiettori in ogni presidio sanitario.

Condanniamo inoltre l'ostinato rifiuto di introdurre la pillola RU486, già in uso in molti paesi europei, che permetterebbe una tecnica di interruzione di gravidanza meno invasiva.

Condanniamo questo rinnovato integralismo, specchio dei fondamentalismi che soffocano i diritti di donne e uomini in vaste parti del mondo e che alimentano e giustificano le guerre. 

Condanniamo tutto questo come la cornice per cui gli atti di violenza contro le donne trovano giustificazione e impunità.

 

MANIFESTIAMO

8 marzo ore 9.30 - partenza da piazza S. Marco

arrivo in piazza Annigoni (S. Ambrogio): musica e teatro

 

Libere tutte - Firenze per adesioni: libere.tutte@libero.it 

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 24 Febbraio 2008 21:38 )