Fabrizio Mocata a New York con i big

Martedì 10 Gennaio 2012 16:43 luca grillandini
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Riceviamo e pubblichiamo:

Jazz: un italiano a New York con i big della Grande Mela

Il pianista tosco-siciliano Fabrizio Mocata entra nel gotha della musica mondiale

A fine gennaio registra con Garzone (sax), Panascia (contrabbasso) e Nemeth (percussioni)

Per mesi ha consolidato rapporti, portato avanti trattative e alla fine raggiunto accordi per arrivare a riunire intorno a sé i “top” del jazz della Grande Mela. Adesso la squadra è al completo, e dal 23 al 30 gennaio a New York il pianista Fabrizio Mocata – siciliano di nascita, fiorentino d’adozione – registrerà un album che promette di essere una delle novità discografiche più interessanti dell’anno. Se al piano siederà Mocata, divenuto famoso qualche tempo fa per il debutto del “Puccini Moods” (la reinterpretazione in chiave jazz di alcune delle più celebri arie di Giacomo Puccini), al contrabbasso ci sarà invece Marco Panascia, al sassofono George Garzone e alle percussioni Ferenc Nemeth. “Il progetto è partito la scorsa estate – sottolinea Mocata – con Panascia, che conosco da una quindicina d’anni. Lo raggiungerò a New York, dove si è trasferito da tempo, e inizieremo a registrare. Useremo ritmi complessi, con un suono pulsante e moderno. Particolare sarà la ricerca melodica e armonica, che offrirà temi allo stesso tempo sperimentali e cantabili, con un’evidente eco delle nostre radici siciliane e mediterranee”. E così, dopo aver esportato il suo jazz in Africa e prima di spostarsi in Uruguay per diffondere la propria personalissima versione del tango, Fabrizio Mocata porterà a New York l’estro che lo ha già consacrato in Italia come uno dei musicisti più apprezzati e innovativi. Basti pensare che nel portafoglio del pianista tosco-siciliano si trovano perle come il già citato “Puccini Moods”, progetto di Mocata e del contrabbassista Gianmarco Scaglia nato dopo “un bizzarro incontro con le terre pucciniane. Mi trovavo a un matrimonio – racconta – quando mi fu lanciata una sfida. Dopo aver eseguito Gigi D’Alessio e Cristina D’Avena in versione jazz al pianoforte un signore mi si avvicinò e disse ‘Visto che siamo in territorio pucciniano, non ha mai pensato di suonare in jazz le arie del maestro?’ Mi misi così ad ascoltare il compositore, che fino a quel momento conoscevo solo a grandi linee, ed ho carpito i brani per il Puccini Moods”. E non è tutto: in occasione dei 40 anni dalla pubblicazione delle "Città Invisibili" di Italo Calvino, che cade quest’anno, Mocata sta ultimando la trasposizione in chiave jazz del libro, con una traccia per ognuna delle città citate dallo scrittore.

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Gennaio 2012 13:37 )