"Exilium.Oltre la psicosi" di M.Breccia

Lunedì 09 Gennaio 2012 18:53 luca grillandini
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Riceviamo e pubblichiamo:

 

EXILIUM – OLTRE LA PSICOSI’: IL LIBRO DELLA PSICHIATRA MARINA BRECCIA

Presentazione con l’autrice e i colleghi Domenico Chianese e Marina Zazo sabato 14 gennaio alla Fondazione il Fiore di Firenze

«L’esilio dell’io come l’esilio di Dante o Foscolo o quello di un intero popolo. Una nuova chiave interpretativa che considera l’esilio dell’io, e il senso di vergogna e di odio che l’accompagna, come forma della mente che oltrepassa la psicosi».

Così viene presentato il soggetto del libro ‘Exilium – oltre la psicosi’ (Franco Angeli 2011) di Marina Breccia, psichiatra e psicoanalista membro ordinario della Spi (Società psicoanalitica italiana) e dell’Ipa (International psychoanalitical association), che sarà illustrato alla presenza dell’autrice sabato 14 gennaio mattina, alle 10, nella sede della Fondazione il Fiore di Firenze sulle colline di Bellosguardo (via S. Vito 7) in un incontro a ingresso libero curato da Maria Giuseppina Caramella, vicepresidente della fondazione. Con Marina Breccia a parlare del tema del libro ci saranno i colleghi Marina Zazo, psichiatra e coordinatore terapeutico del Ceis (Centro di solidarietà onlus) di Firenze, e Domenico Chianese ex presidente della Spi e attualmente membro con funzioni di training.

«Chi non riconosce nell'esilio – si legge ancora nel testo di presentazione del volume - uno dei temi più antichi e drammatici della cultura occidentale? L'esilio è, ad un tempo, un topos letterario e il marchio fatale che ha segnato la vita di popoli e di individui, dai più umili ai più famosi: esuli furono Ovidio, Dante, Galileo, Foscolo. In un tempo più vicino a noi, esule è stato Freud».

«Avvalendosi delle riflessioni metapsicologiche incentrate sui concetti di scissione, di abolizione della percezione interna, di rigetto e diniego (i concetti freudiani di Verneinung, Verleugnung e Verwerfung) – continua la presentazione - l'autrice sottolinea l'inevitabile ridimensionamento che tali meccanismi apportano al meccanismo della rimozione, e segnala come l'esilio dell'Io nella psicosi attraversi uno squilibrio che danneggia l'Io e che viene visto all'interno di un unico paradigma strutturale traumatico. Di qui viene sviluppata l'ipotesi dell'esilio dell'Io come di una forma transizionale della mente che oltrepassa la psicosi. Si tratta di un'ipotesi teorica che scaturisce da una vasta esperienza clinica, ampiamente descritta, e si riaggancia alla proposta da Freud espressa nel ‘Compendio di Psicoanalisi’, dell'esistenza di un "angolino dell'animo", dal quale l'Io vigila anche nei casi più tragici della vita psichica».

Ecco come raggiungere la sede della Fondazione il Fiore in via San Vito 7. In macchina: partendo da piazza Tasso, prendere via Villani. Giunti a piazza S. Francesco di Paola, imboccare via di Bellosguardo e proseguire fino ad entrare in via di San Vito (attenzione strada stretta e a doppio senso di marcia). In autobus: dalla Stazione centrale prendere il 6/B. Scendere in via Masolino ed entrare in via Domenico Veneziano. Al semaforo proseguire per via di San Vito e salire fino al n° 7 (circa 10 minuti a piedi).

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