newsletter n. 459, anno 5°, aprile 2011
Un recital in memoria dei giornalisti italiani uccisi
27 aprile - Nell’ambito delle celebrazioni del 3 maggio, la ‘Giornata
Mondiale dell'Informazione’ decretata dall'ONU, a Roma il 2 maggio prossimo
verranno ricordati i giornalisti italiani uccisi in Italia e all'estero.
Alle ore 21 presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di
Castro Pretorio si terrà una rappresentazione teatrale dal titolo: ‘Uno
scandalo italiano, storia di Cosimo Cristina, suicidato da Cosa Nostra’.
L’ingresso sarà libero. Lo spettacolo è tratto da uno scritto di Luciano
Mirone che ne è anche interprete insieme a Vittorio Viviani e Paola
Minaccioni. Mirone si rifà alla storia di Cosimo Cristina. Si tratta di un
corrispondente dell'Ora che raccontava i segreti della mafia. Fu assassinato
a 25 anni a Termini Imerese nel 1960. La sua fu la prima di otto morti di
cronisti uccisi dalla criminalità organizzata in Sicilia. Un delitto rimasto
irrisolto e senza colpevoli. L’iniziativa è promossa da Ossigeno per
l'Informazione, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Associazione Stampa
Romana e Libera.
Bolivia: ucciso giornalista
27 aprile - La Società interamericana della stampa (Sip) ha condannato
l’assassinio di David Niño de Guzmán, 42 anni, capo-redattore dell’Agenzia
di notizie Fides (Anf, appartenente ai Gesuiti della Bolivia), rinvenuto
morto il 21 aprile lungo le rive del fiume Orkajahuira a La Paz. “Occorre
seguire con urgenza tutte le piste investigative per rintracciare i
responsabili” ha detto il presidente della Sip, Gonzalo Marroquín, in una
nota emessa dalla sede centrale di Miami. Dagli Stati Uniti anche il
Committee to Protect Journalists si è unito alla Sip chiedendo indagini
esaustive sull’accaduto. Secondo fonti di stampa boliviane il cadavere del
giornalista, scomparso il 19 aprile, presentava ferite da esplosivo; per il
momento non ci sono ipotesi concrete sul movente dell’omicidio né sugli
autori. Deplorando l’assassinio, la Conferenza episcopale boliviana ha
chiesto alle autorità competenti di “fare luce su questo accadimento
luttuoso nel più breve tempo possibile”.*
*«Prima ci arrestavano, ora ci uccidono»
<http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_26/siria-intervista-jacopo-storni_c3b2a3ca-6fe2-11e0-9dd7-595a41612a44.shtml?fr=box_primopiano>
27 aprile - Parla il blogger siriano Rami Nakhle, ricercato dal regime di
Damasco è dovuto fuggire all'estero...
Libia: fotografo spagnolo arrestato parla ai genitori
27 aprile - Un fotografo spagnolo, prigioniero quasi da tre settimane del
regime di Muammar Gheddafi, è stato per la prima volta in contatto diretto
con i suoi genitori via telefono e ha assicurato di essere trattato bene. Lo
ha indicato la radio spagnolo Cadena Ser. "Gli ho chiesto se fosse stato
maltrattato o se avesse un problema qualunque e lui mi ha risposto di no, mi
ha detto che era in un carcere militare con altri giornalisti e che potevano
parlarsi e sostenersi a vicenda", ha dichiarato suo padre, Manuel Varela.
"E' stato alimentato correttamente" ed era "più preoccupato per noi che per
lui", ha aggiunto il genitore di Manu Brabo, un fotografo dell'agenzia
European Pressphoto Agency (Epa). Il fotografo, oltre ai giornalisti
americani Clare Morgana Gillis e James Foley e il fotografo dalla doppia
nazionalità austriaca e sudafricana Anton Lazarus Hammerl, è stato fermato
il 5 aprile vicino a Brega, nell'est della Libia. Hammerl non si trovava con
loro quando sono stati arrestati, secondo Clare Morgana Gillis. Detenuta in
un carcere femminile a Tripoli, quest'ultima ha avuto una conversazione di
15 minuti con i suoi genitori ed ha detto loro di essere in buona salute,
secondo il suo datore di lavoro The Atlantic. (fonte: TMNews)
Yemen: arrestato giornalista perché sostenitore delle proteste
27 aprile - Un noto giornalista televisivo yemenita, Ali Salah Ahmed, è
stato arrestato all'aeroporto di Sanàa dalla polizia, mentre rientrava dalla
Germania. Il sindacato dei giornalisti yemeniti denuncia che Ahmed è stato
arrestato per aver sostenuto durante alcuni interventi televisivi i gruppi
giovanili che protestano per chiedere le dimissioni del presidente, Ali
Abdullah Saleh. Fermato dagli agenti all'arrivo a Sanàa, è stato portato in
una località sconosciuta. Il sindacato denuncia l'attività repressiva
condotta dalle autorità contro la stampa che non sostiene il presidente
Saleh. (fonte: TMNews)
Genocidio armeno, 96 anni fa. Si incrina il silenzio anche in
Turchia<http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=1310&ID_sezione=396&sezione=>
27 aprile - Il 24 aprile del 1915 a Costantinopoli cominciava il genocidio
armeno. Parlamentari, giornalisti e altri esponenti della comunità armena
venivano arrestati o uccisi. Il “triumvirato” – Talaat, Djemal e Enver – si
preparava a mettere in atto quello che sarebbe stato il primo genocidio del
secolo, il modello esemplare degli altri genocidi che si sarebbero succeduti
in forme diverse nel corso del sanguinoso XX secolo...
* Information Safety and Freedom
* analisi, documenti e notizie sullo stato di
salute della libertà di stampa nel mondo
sito web: *isfreedom.eu*
*in collaborazione con Ordine dei Giornalisti della Toscana e Associazione Stampa Toscana
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