Mozione "Donne e Media"

Venerdì 18 Marzo 2011 09:51 luca grillandini
Stampa
Interventi di Vittoria Franco in merito alla discussione in Senato sulle mozioni "Donne e media".

Di seguito:

intervento conclusivo nella seduta del 15 marzo 2011; intervento nella seduta del 9 marzo
2011 e replica alla ministra Carfagna.
_
Seduta del 15 marzo 2011_

Approvazione dell'ordine del giorno G1 (testo corretto). Ritiro delle mozioni nn. 226
(testo 3), 229, 271 (testo 2), 381, 382, 384 (testo 2) e 385 (testo 2)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni 1-00226
(testo 3), 1-00229, 1-00271 (testo 2), 1-00381, 1-00382, 1-00384 (testo 2) e 1-00385
(testo 2) su donne e sistema dei media.
Ricordo che nella seduta pomeridiana di mercoledì 9, su invito della senatrice Bianconi,
i Gruppi parlamentari e il Governo avevano convenuto di rinviare la votazione delle
mozioni al fine di verificare la possibilità di giungere ad un atto di indirizzo unitario.
Chiedo alla senatrice Bianconi se è stato definito un testo condiviso.
BIANCONI (PdL). Signor Presidente, con estrema soddisfazione posso annunciare che il
lavoro svolto dalle colleghe insieme al ministro per le pari opportunità Mara Carfagna ha
prodotto un testo unitario, al quale si riferiranno le dichiarazioni di voto.
Credo che ciò rappresenti per il Parlamento una bellissima pagina di grande unitarietà in
merito alla discriminazione sulla persona donna, e possa rappresentare un altro grande
gesto con cui quest'Aula oggi si tinge di rosa. (Applausi della senatrice Rizzotti).
PRESIDENTE. Chiedo alla senatrice Franco Vittoria se intende ritirare la mozione di cui è
prima firmataria.
FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, ritiro le mozioni nn. 226 (testo 3) e 271 (testo
2) di cui sono prima firmataria, e colgo l'occasione per una brevissima illustrazione
dell'ordine del giorno G1. Anch'io desidero esprimere, a nome del mio Gruppo, la grande
soddisfazione... (Brusìo).
Signor Presidente, le chiederei di intervenire per riportare il silenzio.
PRESIDENTE. Ha perfettamente ragione.
Colleghi, c'è un intervento in corso su delle mozioni su cui si è raggiunta una
conclusione unitaria, che sarebbe importante valorizzare.
FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, anch'io voglio esprimere la grande soddisfazione
del mio Gruppo per il risultato che siamo riuscite a ottenere stamani. Devo innanzitutto
ringraziare le colleghe del mio Gruppo e dell'opposizione, le colleghe della maggioranza
e il Governo, nella persona della ministra Mara Carfagna, per il risultato che siamo
riuscite a conseguire, che non era scontato in partenza. È il frutto di un lavoro comune:
l'ordine del giorno è stato letteralmente scritto insieme. Naturalmente si è svolta una
discussione a tratti vivace ed appassionata, nella comune consapevolezza della posizione
in cui le donne si trovano nella rappresentazione che i media ne danno: tuttavia, siamo
riuscite a trovare convergenze, sia nelle premesse che soprattutto nel dispositivo, che è
risultato molto articolato e molto ricco. (Brusìo).
Vorrei parlare del nostro impegno anche ai colleghi maschi, se me lo consentono.
PRESIDENTE. Prego i senatori di avere il decoro di non dare le spalle alla Presidenza e
di uscire dall'Aula, se hanno riunioni da fare.
FRANCO Vittoria (PD). Vorrei spiegare ai colleghi maschi appartenenti a tutti gli
schieramenti il senso del nostro impegno affinché si trovassero punti di convergenza tra
maggioranza, opposizione e Governo. Questo impegno, signor Presidente e colleghi, deriva
da un convincimento profondo, per quanto mi riguarda. Quando si tratta del corpo delle
donne, o quando si tratta di provvedimenti che mirano a far guadagnare potere alle donne
- ne abbiamo discusso prima a proposito delle quote - la trasversalità costituisce un
valore aggiunto; e ciò per due ragioni. Innanzitutto, quel che si guadagna e si conquista
viene ad avere una maggiore solidità perché quel risultato è meno esposto a ritorni
indietro; in secondo luogo, vi è la possibilità per le donne di fare esercizio
dell'autonomia, un grande principio che i maschi non sempre riescono a riconoscere e che
è un valore per tutte le donne, quale che sia lo schieramento cui appartengono. Mi fa
anche piacere che diversi uomini abbiano accettato di sottoscrivere l'ordine del giorno,
perché per dare attuazione agli impegni che il Governo si assume anche la loro
cooperazione è importante.
Signor Presidente, vorrei brevemente ricordare solo alcuni punti del dispositivo, che è
molto articolato e ricco. Vorrei mettere al primo posto quello che qui compare all'ultimo
semplicemente per un ordine logico. Sto parlando dell'impegno del Governo ad elaborare
una proposta di codice di autoregolamentazione che fornisca linee guida al sistema
radiotelevisivo perché si arrivi al massimo rispetto della rappresentazione della figura
femminile. Vi è poi un altro impegno importante: quello di tenere adeguatamente in conto,
in sede di stipula del contratto di servizio 2010-2012, i principi espressi nel parere
della Commissione di vigilanza RAI. Un altro punto rilevante è la richiesta di un
maggiore peso delle donne nelle posizioni dirigenziali all'interno del servizio pubblico.
Vi sono poi altri punti che non posso richiamare, ma che sono altrettanto fondamentali,
come le iniziative legislative per dare attuazione alle direttive dell'Unione europea,
oppure la valorizzazione di altri modelli di donne quelle che arrivano a conquistare
posizioni nel mondo della cultura, delle professioni, dell'arte e della scienza.
Allora, siamo davvero tutte convinte - per questo siamo riuscite a raggiungere questo
risultato - che ci sia un grande problema nel nostro Paese nel rapporto tra donne e
media. Le donne hanno risonanza nei media solo se sono vittime o veline: quindi non
emerge adeguatamente quella figura di cui parlavo prima, che pure è così diffusa, anche
se non come dovrebbe, nella società. C'è piuttosto invece il modello del successo facile,
del diventare famosi ad ogni costo. Abbiamo richiamato molto opportunamente nelle
premesse anche il monito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando ha
invitato a non fare un uso consumistico della donna e a non considerarla come oggetto.
Questa mozione, signor Presidente, per il valore che hanno tali atti, che è quello di
dare indirizzi al Governo - e noi a questa attribuiamo un grande rilievo - ha quella in
votazione ha per noi una grande importanza anche sul piano simbolico. Quindi, ringrazio
davvero tutte le colleghe, maggioranza e opposizione, e il Governo per aver tutte
cooperato a raggiungere questo risultato. (Applausi dal Gruppo PD).

------------------------------------------------------------------------------------------------------
_
Intervento nella seduta del 9 marzo 2011

_L'intervento di Vittoria Franco, nella seduta mattutina del Senato di mercoledì 9 marzo
2011,  per illustrare le Mozioni:

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------
517a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 9 MARZO 2011
(Antimeridiana)
_________________
Presidenza della vice presidente MAURO,
indi della vice presidente BONINO
_________________
Discussione delle mozioni nn. 226 (testo 3) (Procedimento abbreviato, ai sensi
dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento), 229, 271 (testo 2), 381, 382, 384 e 385
(testo 2), su donne e sistema dei media (ore 9,39)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00226 (testo 3),
presentata dalla senatrice Franco Vittoria e da altri senatori, con procedimento
abbreviato ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento, 1-00229, presentata
dalla senatrice Germontani e da altri senatori, 1-00271 (testo 2), presentata dalla
senatrice Franco Vittoria e da altri senatori, 1-00381, presentata dalla senatrice Bonino
e da altri senatori, 1-00382, presentata dal senatore Lauro e da altri senatori, 1-00384,
presentata dalla senatrice Carlino e da altri senatori, e 1-00385 (testo 2), presentata
dalla senatrice Aderenti e da altri senatori, su donne e sistema dei media.
Ha facoltà di parlare la senatrice Franco Vittoria per illustrare le mozioni nn. 226
(testo 3) e 271 (testo 2).
FRANCO Vittoria (PD). Signora Presidente, finalmente riusciamo a discutere in quest'Aula
di un tema importante come quello oggetto delle mozioni oggi all'ordine del giorno. Tra
queste ve ne sono due di cui sono prima firmataria.
Ciò che si evidenzia è la rappresentazione distorta che i mezzi di comunicazione di massa
forniscono delle donne. Anche questa è un'anomalia tutta nostra in Europa. È un'anomalia
se le donne devono scendere in piazza per gridare il rispetto della loro dignità; ed è un
segno di questa anomalia persino il fatto che il Presidente della Repubblica, nel suo
messaggio per l'8 marzo, abbia dovuto ammonire a non dare un'immagine consumistica delle
donne, a non considerarle oggetto da usare, magari da sfruttare, da scambiare. E noi lo
ringraziamo davvero per questa sua voce autorevole a sostegno della dignità femminile.
Nella nostra prima mozione, signora Presidente, scritta circa tre anni fa, parliamo di
immagine stereotipata offerta dai media, ma ora siamo ben oltre gli stereotipi. Lo
abbiamo toccato con mano, leggendo i numerosi interventi da parte maschile alla vigilia
delle manifestazioni del 13 febbraio: in molti di quegli articoli si parlava della
legittimità, quasi, dello scambio sessuale, presentato come libertà.
No, colleghi. In quei ragionamenti c'è solo l'equivoco della libertà femminile. In
realtà, si tratta di una forma aggiornata di assoggettamento del corpo delle donne ai
voleri e ai desideri maschili. È una forma più insidiosa di sudditanza, travestita da
libertà. Non c'è dubbio che il modello televisivo di donna leggera, che sta nuda e muta
sulla scena, bella e zitta, è enormemente pervasivo, penetra nelle coscienze di tante
giovani donne, di adolescenti, e le condiziona. È il modello del successo facile,
ottenuto attraverso l'esibizione del corpo, del diventare famose a tutti i costi, anche a
costo di prostituirsi.
Poco arriva sui media della realtà normale di donne che faticano per affermarsi perché
sono brave, istruite e capaci. Del modello rappresentato da queste donne che raggiungono
traguardi importanti per le loro capacità nelle professioni, nella ricerca,
nell'imprenditoria, nella politica, nell'associazionismo, nelle istituzioni, nell'arte e
nella cultura - come diciamo nella seconda mozione - arriva poco e niente nelle
televisioni e sui media, perché non fanno spettacolo, non fanno notizia. È triste dover
ammettere che le donne fanno notizia soprattutto se sono o vittime di violenza - e
purtroppo sono tante le violenze, sempre di più - oppure veline.
È così pervasivo il modello del velinismo, dell'esistere solo per la bellezza del corpo,
che non posso non richiamare a titolo di esempio un episodio che riguarda un noto
conduttore televisivo, Bruno Vespa, che mi ha molto colpita - si intende - negativamente.
Presentando il Premio Campiello 2010, dove era arrivata finalista una giovane e brava
scrittrice, Silvia Avallone, Vespa non trova di meglio che attirare l'attenzione del
pubblico e delle telecamere sul suo décolleté. Morale: anche una scrittrice di talento
viene trattata come una velina.
Già una indagine del CENSIS del 2006, svolta nell'ambito del progetto europeo «Women and
Media in Europe», segnalava come l'immagine della donna offerta dalla televisione
italiana sia stereotipata e molto spesso non corrispondente all'effettivo ruolo ricoperto
dalle donne nella realtà della vita. L'immagine prevalente è quella - si diceva in quel
rapporto - patinata, sempre giovane e di bell'aspetto. Nei cinque anni che ci separano da
quell'indagine le cose sono, se possibile, peggiorate, come ha documentato il video di
Lorella Zanardo dal titolo esemplificativo «Il corpo delle donne». In una delle ultime
immagini di quel documentario - e invito i colleghi maschi che non l'hanno visto a
guardarlo, anche se ora stanno chiacchierando, e me ne dispiace - si vedevano donne
appese come prosciutti, immagini terribili oltre che offensive. Altro che rispetto della
dignità! Allora, mi permetto di dire che quelle immagini sono sicuramente il frutto di
una qualità scadente delle televisioni pubbliche e private, ma ciò succede anche perché
la programmazione e i ruoli più importanti nelle televisioni sono nelle mani degli
uomini. Lo sguardo in quei luoghi è tutto al maschile. Allora, primo dovere pubblico è
migliorare la qualità della programmazione e dei palinsesti televisivi, adottando un
severo codice di autoregolamentazione - come noi proponiamo nella nostra mozione -
finalizzato al rispetto della dignità delle donne e alla valorizzazione della figura
femminile in tutte le sue espressioni.
Occorre poi riconoscere un maggiore peso di decisione alle donne e promuoverle nei ruoli
più importanti. Nel nuovo Contratto nazionale di servizio si prevedono spazi nuovi e
riconoscimenti per le donne; si prevedeva nelle nostre proposte, sostenute anche dalla
senatrice Bonino, un osservatorio contro le discriminazioni e a tutela della dignità
dell'immagine delle donne: peccato che questa nostra proposta non sia arrivata fino in
fondo.
Ma ora noi richiamiamo il Governo a impegni chiari - sottolineo chiari - e ne indico in
particolare alcuni, contenuti nel dispositivo della prima mozione, a mia prima firma. Il
dispositivo impegna il Governo ad assumere il parere della Commissione di vigilanza in
sede di stipula del Contratto di servizio tra Stato e RAI, quindi a svolgere un'opera di
sensibilizzazione al rispetto della dignità delle donne; a rimuovere tutte quelle
espressioni che indicano discriminazione nei confronti delle donne; a promuovere campagne
finalizzate alla diffusione e alla valorizzazione del lavoro e delle opere delle donne in
campo artistico, culturale, scientifico, politico; ad adottare campagne di
sensibilizzazione nelle scuole, per aiutare i giovani a difendersi dai messaggi
discriminatori nei confronti delle donne; infine, a promuovere - questo è un impegno
molto importante ma per noi molto più di valore - l'acquisizione di potere e di
responsabilità da parte delle donne in tutti i settori della vita produttiva e sociale. È
questa la premessa perché le donne vengano davvero rispettate nella loro dignità e nella
loro libertà. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Allegrini).

---------------------------------------------

La Replica di Vittoria Franco alla Ministra Carfagna nella seduta pomeridiana del Senato
di mercoledì 9 marzo 2011:

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------
518a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 9 MARZO 2011
(Pomeridiana)
_________________
Presidenza del vice presidente NANIA,
indi della vice presidente MAURO
e della vice presidente BONINO
Seguito della discussione delle mozioni nn. 226 (testo 3) (Procedimento abbreviato, ai
sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento), 229, 271 (testo 2), 381, 382, 384 e
385 (testo 2), su donne e sistema dei media (ore 16,34)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni 1-00226
(testo 3), 1-00229, 1-00271 (testo 2), 1-00381, 1-00382, 1-00384, e 1-00385 (testo 2) su
donne e sistema dei media.
Ricordo che nella seduta antimeridiana hanno avuto luogo l'illustrazione e la discussione
sulle mozioni e il Ministro per le pari opportunità, l'onorevole Carfagna, ha espresso i
pareri sugli atti di indirizzo. L'orientamento del Governo è favorevole sulle mozioni nn.
229, 382, 385 (testo 2) e contrario sulla mozione n. 381. Sulle restanti mozioni, la
rappresentante del Governo ha espresso parere favorevole, a condizione che esse vengano
riformulate dai proponenti.
Chiedo alla senatrice Franco se intende accogliere le modifiche proposte dal Governo.
FRANCO Vittoria (PD). Signora Ministro, devo confessarle di essere davvero molto sorpresa
e dispiaciuta per il parere che lei ha espresso sulle nostre due mozioni. Si tratta
infatti di un parere sostanzialmente negativo: lei ha bocciato le premesse delle due
mozioni del Partito Democratico e sinceramente non ne capisco il motivo, dato che in esse
viene semplicemente fotografata la rappresentazione che i media danno delle donne. Molte
delle nostre considerazioni si ritrovano ad esempio nella mozione di cui è prima
firmataria la senatrice Germontani, sulla quale lei ha pronunciato un parere favorevole,
e le ho ritrovate in molte parti della sua stessa replica. Entrambe abbiamo citato il
discorso di ieri del presidente Napolitano. Direi quindi che la bocciatura che lei ha
fatto della nostra analisi è portatrice di un pregiudizio nei nostri confronti.
Probabilmente, un parere diverso da parte sua, più generoso e più equo, avrebbe potuto
portare a voti condivisi, almeno su alcune parti, come è accaduto nella scorsa
legislatura, quando - forse lei non lo ricorderà - proprio qui in Senato furono approvate
all'unanimità mozioni di analogo tenore.
Ecco, direi che lei, signora Ministro, oggi si sta assumendo la responsabilità di creare
forse artificiosamente una divisione tra le donne, su un tema sul quale invece sono
possibili convergenze perché si sono già verificate. E le donne divise - lo sa meglio di
me - sono più deboli perché danno un vantaggio agli uomini e lei che è Ministro per le
pari opportunità avrebbe dovuto evitarlo. Era sua responsabilità farlo, ma evidentemente
non l'ha voluto e di questo si assume una grave responsabilità.
Pertanto, non accettiamo le modifiche che lei ci chiede poiché svuotano completamente il
testo e il senso della nostra proposta. Me ne dispiace davvero perché mi sarei aspettata
un atteggiamento e un comportamento diversi da lei, dal suo Governo e anche dalla
maggioranza. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pedica).

Senatrice Vittoria Franco - Pal. Madama 0667064359 - Resp. Segr./Uff. Stampa Paolo Maggi 333 4798910

e-mail: vittoria@vittoriafranco.it - internet: http://www.vittoriafranco.it

Share