Polizia contro le occupazioni

Giovedì 23 Ottobre 2008 14:15 amministratore
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foto di Silvana Grippi

 

Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni ha dichiarato che questo pomeriggio si terrà una riunione operativa al Viminale con i dirigenti delle forze dell’ordine,  per stabilire le modalità di gestione dell’ordine pubblico  in merito alle occupazioni di scuole e università.
É questa la prima conseguenza  dell’incontro di ieri tra il premier Berlusconi e il ministro dell’Interno Maroni. 
“Tutte falsità” ha dichiarato ieri il Premier in conferenza stampa, “la sinistra strumentalizza la protesta. La verità è che in questi giorni le aule sono piene di ragazzi che vogliono studiare ed io tutelerò questo diritto. Non indietreggerò di un millimetro. Lo Stato deve garantire l’ordine, se serve faremo intervenire la polizia”.
La strategia della tensione messa in pratica da Berlusconi non ha attenuato i toni della protesta. Ieri a Milano un corteo ha attraversato la zona dei Navigli e del Conservatorio. A Roma, invece, gli studenti della Sapienza hanno occupato la Facoltà di Economia. Occupati anche alcuni Licei storici della capitale, come il classico Tasso o il periferico scientifico Malpighi.
 Anche i  rettori  degli atenei  hanno manifestato il dissenso e la delusione per le dichiarazioni del Presidente del Consiglio,  invitando il Governo a non assumere "atteggiamenti muscolari nei confronti dell'Università". Il rettore di Padova, Vincenzo Milanesi ha aggiunto: "Dia invece segnali di disponibilità al dialogo per andare tutti insieme a parlare di cose concrete che possono ricondurre le ragioni della protesta a un ragionamento".

Intanto  il ministro dell'Istruzione insiste nel pensare che i manifestanti abbiano le idee confuse visto che - sostiene - "contestano un decreto che parla di scuola e non di università". Ma i manifestanti puntano l'indice su altro: il taglio delle risorse, l'ipotesi di trasformare le università in fondazioni, il blocco del turn over.

E in chiusura di giornata arrivano le parole del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che risponde alla lettera consegnatagli ieri dagli studenti de La Sapienza. Ribadisce che sul contestato decreto Gelmini decide il Parlamento. Auspica che sui temi dell'istruzione "non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione" e invita tutti, istituzioni e forze sociali, al dialogo.

 
scritto da: Stefano Nardella; Francesca Tagliaferri 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 23 Ottobre 2008 15:32 )