Regolamento vigili: Ecco le reazioni

Venerdì 25 Luglio 2008 11:36 amministratore
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Ecco le reazioni politiche al regolamento di Polizia urbana proposto dalla Giunta comunale.

Bianca Maria Giocoli (Forza Italia – PdL):
“Lo sceriffo non esiste più. Al suo posto siede in giunta un novello Monsignor della Casa (o se si vuole essere ancora più sarcastici una specie di donna Letizia che negli anni '50 insegnava alle fanciulle il galateo e le buone maniere).[...] La città, e noi per primi, aspettava un regolamento di polizia municipale con al centro delle norme una seria presa di posizione contro abusivi, prostituzione, mendicanti, indecenza e degrado con compiti precisi e inflessibili dei vigili urbani e si è ritrovato invece un regolamento di condominio senza un vero amministratore”.

Massimo Pieri (Forza Italia – PdL):
”L'assessore Cioni ha preferito con questo comportamento privilegiare le forse di estrema sinistra - ha concluso il consigliere di FI-Pdl - piuttosto che condividere le regole con tutti e in particolare con le forze riformiste e moderate rappresentate dal Popolo delle libertà”

Divina Calapad (Presidente del Consiglio degli stranieri):
”Nell'ultima seduta del consiglio degli stranieri l'assessore Cioni ci ha illustrato il nuovo regolamento di Polizia urbana. Abbiamo discusso a lungo e commentato le regole, alcune delle quali, a nostro parere, severe ad esempio quelle nei confronti dei mendicanti e dei lavavetri. Dall'altra parte nel nuovo testo troviamo anche elementi positivi come l'introduzione della mediazione sociale per favorire l'integrazione, la riduzione dei conflitti sociali e l'attuazione di misure a favore delle persone bisognose”.

Susanna Agostini (PD):
”La parte che ho condiviso e più apprezzato di questo regolamento è il titolo terzo e cioè l'inserimento della mediazione sociale. Assente nei regolamenti di altre città. Queste parole sono importanti: significano sicurezza integrata, attuata da più soggetti, associazioni e personi. L'attenzione è all'assistenza alla persona, ciascuna presa in carico singolarmente, con il complesso delle soggettive peculiarità, all'educazione alla legalità, alle regole, al rispetto di sé e degli altri. Abbiamo lavorato con serietà ascoltando e confrontandosi con tutti e l'impegno dovrà proseguire perché il percorso da affrontare è solo all'inizio. Non c'è paragone fra le nostre scelte e quelle dall'attuale Governo che ha proposto l'esercito nelle città, le impronte digitali ai rom, ma anche lo smantellamento dello stato sociale prodotto dall'attuazione del decreto 112 e, ciliegina sulla torta, l'immunità alle alte cariche dello Stato. Tutto in contrasto con la pesante disciplina di forza e le nuove regole nelle comunità sociali, concetti che disegnano la cultura di sicurezza intesa dalla destra, dimostrando così i soliti due pesi e due misure”

Alessandro Falciani e Mario Ricca (Partito Socialista):
” Forza Italia e Alleanza Nazionale, che a parole in questi anni hanno sostenuto la necessità di un maggior rigore in termini di sicurezza e di lotta al degrado della città, quando si è trattato di condividere le nuove regole di convivenza civile, non solo si sono tirati indietro tacciando il regolamento come troppo "permissivo", ma hanno attivato una forma di ostruzionismo, presentando oltre ottanta emendamenti, con la segreta speranza di non far approvare la nuova normativa.
Dall'altra parte rifondazione tacciando il regolamento come troppo "repressivo", ha rotto ogni dialogo con il centrosinistra, partecipando anche a una manovra ostruzionistica. Dialogo che, del resto, i socialisti hanno sempre ritenuto inopportuno per la difficoltà oggettiva di armonizzare le impostazioni della sinistra riformista con quelle della sinistra antagonista. Cosa che si è puntualmente verificata”.

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