Buon Compleanno Costituzione!

Martedì 01 Aprile 2008 11:18
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Giorgio Napolitano (ph. S. Grippi)

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha commemorato ieri durante la sua tappa a Firenze il 60mo anniversario della Costituzione italiana, intervenendo a Palazzo Vecchio e rispondendo ad alcune domande postegli da bambini e  ragazzi presenti in sala. Il presidente è intervenuto subito dopo la lettura dei primi 12 artt. della costituzione da parte di lettori, famosi e non, rappresentanti di quella popolazione che deve riconoscere nella costituzione  la propria identità. “Si festeggia oggi il ‘compleanno’ della Costituzione”, ha tenuto a precisare il presidente, quasi volendola umanizzare e farla entrare in mezzo a noi;”essa va conosciuta e amata poiché costituisce la base del nostro stare insieme” e questo compito, secondo il presidente, grava anzitutto sui nuovi e, per fortuna, più efficienti mezzi di comunicazione, rivolgendosi in particolare ai giornalisti che gremivano il Salone dei Cinquecento. Napolitano procede col ricordare quale clima ispirò la stesura della costituzione e quali grandi uomini contribuirono alla sua approvazione. Il presidente all’epoca non aveva l’età per votare ma ricorda che, al di là delle polemiche che allora come oggi arricchivano il dibattito politico, l’approvazione della costituzione fu comunque fortemente sentita da tutta la classe politica italiana. All’insidiosa domanda di una giovanissima studentessa che gli chiedeva quali principi della costituzione fossero stati disattesi, il presidente non ha potuto fare a meno di replicare ricordando che l’uguaglianza tra i due sessi, sancita tra gli altri soprattutto dall’art 51, è ancora lontana dall’essere realizzata. Altre parti della costituzione – come ad esempio il riferimento, nell’art 3, agli “ostacoli” che “impediscono il pieno sviluppo della persona umana” e che “è compito della repubblica rimuovere” – non sono state né disattese ne completamente applicate ma vanno aggiornate e reinterpretate alla luce delle attuali contingenze. Un’altra domanda spinosa ha riguardato il confronto tra il lavoro come valore centrale e fondante la nostra costituzione, e la condizione lavorativa quanto mai precaria che la società ci offre,tra lavoratori che perdono il proprio posto a causa di poco oculate scelte industriali, o, addirittura la loro vita, poiché la sicurezza sul lavoro rappresenta un target verso il quale l’impresa non intende spingersi. Il presidente ricorda, a questo proposito, che gli artt. riguardanti il lavoro sono tra quelli che vanno inevitabilmente reinterpretati, alla luce dei problemi della classe lavorativa – Napolitano fa un particolare riferimento ai lavoratori del settore industriale – e, questo dimostra l’estrema duttilità della Costituzione italiana. L’importanza del lavoro nella nostra costituzione è comprensibile se si considerano le circostanze storiche ed economiche dalle quali l’occidente usciva (la crisi economica tra la fine degli anni '20 e inizio '30). Il presidente conclude con il sincero augurio che tutti i cittadini possano cercare le risposte ai propri interrogativi consultando la Carta Costituzionale, che individua le fondamentali linee guida del nostro vivere civile.
 
Ph.Giacomo Quilici. 

 

Matteo Staglianò - DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Aprile 2008 15:20 )