Aumento prezzo della pasta

Giovedì 13 Settembre 2007 13:02
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L'aumento della pasta è un problema politico tutto italiano. E' una situazione difficile per la nostra economia: per i produttori di frumento duro, che negli ultimi anni hanno praticamente continuato a coltivare grano ricavando 150/170 euro a  tonnellata a fronte di un costo di produzione di 200 euro (urea, concimi, carburanti, manodopera). Quest’anno, per la prima volta dopo tanti anni, i prezzi pagati, ad oggi, agli agricoltori vanno dalle 270/280 euro a tonnellata, ridando respiro ad un settore produttivo in crisi.

Nelle scorse settimane, tutti i produttori di pasta hanno annunciato un ritocco dei propri listini. Dai 9 ai 20 centesimi al chilo. Anche considerando l’incremento massimo del prezzo di 20 centesimi al kg, si è stimato che questo inciderebbe sul bilancio familiare di una famiglia di 4 persone per appena 22,40 euro all’anno, tenendo conto che il consumo medio pro-capite di pasta è di 28 kg/anno (5,60 euro anno di spesa pro-capite in più). E’ chiaro, pertanto che si tratta di un aumento alto in termini percentuali, ma molto basso in termini assoluti. Secondo fonti economiche, va ricordato, che all’origine dell’aumento del prezzo del frumento c’è anche una richiesta internazionale con la conseguente impennata della domanda mondiale di grano per i consumi alimentari soprattutto da parte dei paesi in via di sviluppo.

Nicoletta Consumi - DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Settembre 2007 13:58 )