La notte scorsa si è spento a Roma lo storico Pietro Scoppola. Scoppola, autore di numerosi saggi sulla storia dell'Italia contemporanea, era stato parlamentare per la Democrazia Cristiana negli anni '80, un convinto referendario nel periodo post-tangentopoli e, oggi, tra i sostenitori del nuovo Partito Democratico.
Nonostante l'estrazione moderata, Scoppola è riuscito, con "La Repubblica dei Partiti", a cogliere uno dei meccanismi meno virtuosi del nostro sistema politico, ovvero a capire che la democrazia in cui viviamo, in realtà, non è del tutto tale: secondo Scoppola a un sistema di Stato etico, quello fascista, si è sostituito un sistema di (pochi) partiti etici, che hanno guidato il paese dall'alto, senza concedere reale potere alle masse. Si sarebbe passati insomma da un sistema dittatoriale e a un sistema oligarchico e niente più. Questa intuizione, riassumibile nel concetto di "partitocrazia", è stata in passato fonte di ispirazione per importanti storici italiani, tra i quali spicca Aurelio Lepre.
Nonostante l'estrazione moderata, Scoppola è riuscito, con "La Repubblica dei Partiti", a cogliere uno dei meccanismi meno virtuosi del nostro sistema politico, ovvero a capire che la democrazia in cui viviamo, in realtà, non è del tutto tale: secondo Scoppola a un sistema di Stato etico, quello fascista, si è sostituito un sistema di (pochi) partiti etici, che hanno guidato il paese dall'alto, senza concedere reale potere alle masse. Si sarebbe passati insomma da un sistema dittatoriale e a un sistema oligarchico e niente più. Questa intuizione, riassumibile nel concetto di "partitocrazia", è stata in passato fonte di ispirazione per importanti storici italiani, tra i quali spicca Aurelio Lepre.
Daria Quaranta - DEA
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