Sosteniamio la Freedom flottilla per Gaza

Venerdì 21 Maggio 2010 09:39
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Minaccioso avvertimento delle autorità israeliane ai governi degli attivisti imbarcati sulla "Freedom flottilla" diretta a Gaza

(Notizia d'agenzia). Il ministero degli esteri israeliano ha contattato le ambasciate di Turchia, Grecia, Irlanda e Svezia avvertendole che a nessun natante battente bandiera di queste nazioni sarà permesso di entrare nel porto di Gaza nel quadro della "Freedom flotilla" che si è mossa dall'Irlanda per raggiungere Gaza, rompere l'assedio e il blocco navale che la marina israeliana fa in entrata ed in uscita dal porto di Gaza.
Le autorità israeliane hanno creduto bene di avvertire i governi interessati in modo da farli intervenire sui loro cittadini e sconsigliandoli ad intraprendere delle azioni che, vista l'aria che tira nella zona, sono estremamente rischiose e che potrebbero far scattare azioni armate da parte della marina militare israeliana.
Le autorità israeliane hanno avvisato i governi di origine degli attivisti internazionali presenti nella "Freedom Flottilla" che le merci o gli aiuti umanitari da far pervenire alla popolazione palestinese che vive nella striscia di Gaza, devono essere sbarcate al porto israeliano di Ashdod.

Noi invece diciamo:
Solidarietà con la Popolazione di Gaza: Sosteniamo la Freedom Flotilla
Sottoscrivete l'appello di sostegno alla flotta per Gaza

In questi giorni sta salpando dai porti di Irlanda, Turchia e Grecia, alla volta di quello di Gaza City una flotta di otto navi che trasportano materiali da costruzione, impianti di desalinizzazione dell'acqua, impianti fotovoltaici, generatori, materiale per la scuola e farmaci da consegnare alla società civile palestinese. Si tratta di un'azione di alcune organizzazioni e reti di solidarietà internazionale, necessaria per la sopravvivenza della popolazione di Gaza, che da più di tre anni vive sotto un assedio asfissiante, priva di generi di prima necessità e dei materiali indispensabili per ricostruire un territorio martoriato dall'operazione "piombo fuso" dell' esercito israeliano, che ha causato oltre 1400 morti, tra cui 400 bambini, e più di 5000 feriti dovuti anche all'uso di armi proibite dal Diritto Internazionale, quali l'uranio impoverito ed il fosforo bianco. Il governo israeliano ha dichiarato che impedirà in tutti i modi possibili (anche con la forza se necessario) l'arrivo delle navi e la consegna dei materiali. Se ciò avvenisse sarebbero in pericolo anche i 600 passeggeri di oltre 40 nazionalità che sono imbarcati sulle navi.

Per evitare che ciò avvenga, e permettere che le navi possano consegnare il materiale, chiediamo:

a) una chiara e pubblica presa di posizione delle forze politiche, dei parlamentari, degli uomini di cultura e dell'associazionismo che prevenga una ulteriore azione del governo israeliano condotta in spregio alle leggi che regolano il diritto internazionale e la convivenza civile dei popoli

b) che l'Italia eserciti una forte pressione politica e diplomatica sul governo israeliano affinché non ostacoli l'arrivo della flotta al porto di Gaza City, ripetendo, in acque internazionali, le azioni di pirateria già effettuate in analoghe circostanze negli scorsi anni.

Il silenzio che nel nostro Paese circonda le sofferenze inflitte alla popolazione di Gaza e l'assenza di attenzione verso le iniziative umanitarie di associazioni e comitati di solidarietà è inaccettabile e colpevole. Le dichiarazioni del Governo Israeliano sono state esplicite, ora voi sapete. Questa volta confidiamo nella vostra iniziativa.

Roma 15 maggio 2010 – giornata della NAKBA

Rete Romana di Solidarietà per il Popolo Palestinese

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