(www.Internazionale.it)
IRAN 13 gennaio 2010
“Forse non si saprà mai chi ha ucciso il fisico nucleare iraniano Massoud Ali Mohammadi. Chi ha commesso l’omicidio non lo rivendicherà mai, e chi lo rivendicherà probabilmente non lo ha commesso”, scrive cinicamente Ha'aretz
Alla luce della complessità della politica iraniana, in effetti sono in molti a trarre vantaggio dalla morte di Mohammadi. Potrebbero essere state le guardie rivoluzionarie, dato che il fisico era un sostenitore dell’opposizione. Oppure le organizzazioni clandestine in cerca di una vittima che simboleggiasse il regime. O qualcuno che voleva danneggiare il programma nucleare iraniano. E quindi, o gli Stati Uniti o Israele. Il sito iraniano d’opposizione,Rahesabz, punta invece il dito contro il governo, che avrebbe voluto eliminare un elemento pericoloso in possesso di informazioni segrete.
Il Guardian ricorda che l'omicidio del 12 gennaio (avvenuto con una bomba telecomandata fatta esplodere mentre lo scienziato usciva di casa, nelle periferia nord di Teheran) non è il primo mistero sulla sorte di fisici o tecnici nucleari iraniani. Prima di Mohammadi, nel gennaio del 2007, era morto un altro scienziato, Ardeshir Hassanpour (probabilmente ucciso dal Mossad, i servizi segreti israeliani); il mese dopo era scomparso da Istanbul un ex ministro della difesa; e nel giugno scorso non ha fatto mai ritono dal pellegrinaggio alla Mecca un fisico nucleare dell’università di Teheran, Shahram Amiri.
Secondo Slate l'eliminazione fisica degli esperti iraniani può essere funzionale al blocco del programma nucleare di Teheran, ma sarebbe più pratico spostare l’obiettivo sugli ingegneri, che sono addetti alla fabbricazione degli ordigni adatti a essere montati sui missili. Il punto è che i fisici sono più rintracciabili, grazie elle loro pubblicazioni scientifiche, e quindi costituiscono un obiettivo molto più semplice. Per chi, ancora non si sa.
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