Aminetou Haidar, importante figura per il mondo Sahrawi, è stata nuovamente arrestata venerdì all'aeroporto di El Aaiun (ex-Sahara Occidentale) dalla polizia marocchina. Haidar è da anni impegnata a difendere i diritti del popolo sahrawi, è stata insignita di diversi riconoscimenti internazionali per l'impegno alla difesa dei diritti umani nel Sahara Occidentale.
Donna coraggiosa che porta avanti una campagna contro gli abusi e le sparizioni dei “prigionieri di coscienza”, detenuti da un potere che non riconosce libertà di opinione. Il Cisp, ong italiana - comitato per lo sviluppo dei popoli - fa sapere che Haida è andata a New York a ritirare il Civil Courage Prize dato dalla Train Fondation, è candidata anche al Premio Nobel per la pace, ha ottenuto il Premio Robert Kennedy per i diritti umani e durante il suo ultimo viaggio in Italia ha avuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Napoli.Decisiva, per la resistenza civile dei Saharawi e la lotta nonviolenta di Haminetou Haidar: «Il mio popolo accoglie valori universali come la democrazia, il rispetto dei diritti umani, la tolleranza religiosa, l’uguaglianza delle donne, eppure la nostra battaglia non è ben conosciuta». Coraggiosa la sua campagna contro gli abusi e le sparizioni dei “prigionieri di coscienza”, detenuti da un potere che non riconosce libertà di opinione.
Inoltre il Cisp chiede a tutte le istituzioni italiane di «adoperarsi, tramite opportune pressioni diplomatiche, affinché sia immediatamente riconsegnata alla sua famiglia». La Haidar è «una persona indifesa e non violenta, la cui sola colpa è di non aver mai smesso di sostenere attivamente i diritti del popolo Saharawi», protesta la Ong italiana.
Per coloro che non conoscono questa storia recente: il Sahara occidentale dopo la decolonizzazione (ex colonia spagnola) fu occupata dall’esercito marocchino con la Marcia Verde nel 1975. La data del referendum per l’autodeterminazione del popolo Saharawi - sempre promesso - non è mai stata fissata, anche se chiesto dalle Nazioni Unite con la risoluzione 1754 del 30 aprile 2007. Il Fronte Polisario dopo la fine della resistenza armata dei guerriglieri è ancora in attesa di risposte.
Si ricorda che dal 1987 al 1991, Haminatou venne prelevata dalla sua abitazione e tenuta prigioniera senza alcun processo: da tutti fu ritenuta ritenuta scomparsa. Nel 2005, venne di nuovo arrestata mentre si trovava in ospedale, dove era ricoverata per i colpi ricevuti dalla polizia marocchina durante una pacifica manifestazione per l’indipendenza. Rinchiusa nel famigerato carcere di El Ayoun, fu torturata durante gli interrogatori, fino a quando Amnesty International e il Parlamento europeo ne richiesero la liberazione. Il governo del Marocco ha ora mantenuto l’ultima promessa: l’avrebbe arrestata ancora una volta se avesse ritirato il Civil Courage Prize negli Usa.
Protestiamo anche noi per questo arresto illegale e ci auguriamo una pronta risposta internazionale.
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