E' in corso a Roma il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, organizzato dalla Fao. I lavori si stanno svolgendo tra le proteste degli attivisti e i disagi che un vertice mondiale porta sempre agli abitanti della capitale. Le principali agenzie di stampa stanno diffondendo i testi degli interventi dei vari leaders intervenuti. Riporto brevemente alcuni punti tra quelli trattati dai vari oratori. iIl direttore generale della suddetta organizzazione, J.Diouf, nel suo intervento, ha denunciato che: "i fondi Fao per i programmi risultano regolarmente ridotti di un 22% rispetto ai livelli del 1994 e del 32% rispetto al personale impiegato''. Sarebbe necessario , secondo il suddetto J.Diouf, per risolvere il problema della fame nel mondo, produrre nei paesi in via di sviluppo, dove vivono i poveri e gli affamati. Il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, ha ricordato: "Oggi più di 17mila bambini moriranno di fame. Uno ogni 5 secondi. Sei milioni all'anno. Dobbiamo agire". Il presidente brasiliano Lula ha portato l'esempio del suo paese: il modello da seguire per sconfiggere la fame, sarebbe quello brasiliano. Che e' servito a sconfiggere la denutrizione nel Paese piu' vasto dell'America Latina e perche', dopo aver avviato lo sviluppo nazionale, ha messo le proprie conoscenze a disposizione degli altri paesi in via di sviluppo. Il leader sudamericano, ha ricordato come "storicamente milioni di uomini e donne del mio Paese sono stati scacciati dalla societa' da un modello di crescita che si concentrava sul credito e generava diseguaglianza. L'economia era organizzata per raggiungere solo il 60 per cento della popolazione brasiliana. Qualsivoglia tentativo di strappare gli altri dalla poverta' era visto e ancora e' visto come una forma di assitenzialismo o populismo". Ma oggi, ha continuato: "stiamo plasmando una nazione prospera, sovrana e sempre piu' democratica". E ancora " Sono state le determinazioni politiche che ci hanno permesso di raggiungere questi risultati con una forte rete di previdenza sociale e incentivando l'attivazione di programmi per l'agricoltura familiare, componente essenziale di questa strategia". Soprattutto, "il Brasile ha trasferito senza condizioni la tecnologia di punta che ha influenzato la nostra agricoltura e condividiamo le noste politiche con gli altri".
Gheddafi ha denunciato le promesse non mantenute dei paesi ricchi: 'I Paesi ricchi hanno deciso di non prendere parte alla soluzione del problema fame' ha detto, 'il messaggio e' chiaro: ognuno deve fare da se' e chi non ci riesce e' destinato al peggio. Da quello che vedo qui posso concludere che il mondo non sta mobilitando i suoi sforzi e le sue risorse per combattere la fame. Tutte le decisioni precedenti e le manifestazioni di simpatia e le promesse sono state cosa vana. Si tratta di una palese ipocrisia: non siamo piu' ingenui o ignotanti; non possiamo piu' mostrare comprensione per la simpatia verso i poveri che non sia accompagnata dagli aiuti'.
La disuguaglianza tra le nazioni è stata affrontata anche dal discorso del Papa. Naturalmente, la serietà dei problemi trattati non ha impedito a Berlusconi di scherzare e di raccontare barzellette...
Fabrizio Cucchi, DEApress
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