A un anno di distanza dalle proteste contro il governo
cinese, un monaco tibetano si è dato fuoco nella contea di Aba, nella Cina
occidentale, dove nel marzo dell’anno scorso si svolsero le manifestazioni per
l’indipendenza tibetana che furono represse duramente dalle autorità cinesi.
Decine di tibetani di quella zona furono infatti uccisi, altri incarcerati.
Testimonianze dal monastero di Kirti riferiscono che Tapey
ha compiuto questo gesto estremo dopo che insieme ad altri mille giovani monaci
era stato fermato senza poter entrare nella grande sala del monastero per le
preghiere nel terzo giorno del Capodanno tibetano. I giovani avrebbero allora
deciso di pregare fuori dal monastero, nonostante i monaci anziani avessero
invece consigliato loro di disperdersi. Subito dopo, Tapey, che teneva alta una
foto del Dalai Lama e cantava slogan, si
è cosparso di benzina e si è dato fuoco.
Secondo alcuni testimoni il giovane monaco è stato subito
raggiunto dai proiettili della polizia che ha sparato tre volte, facendolo
crollare a terra. Il suo corpo sarebbe stato preso da alcuni uomini, messo su
un veicolo e portato via.
Valentina Casini - DEApress
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