Al confine turco-iracheno la tensione militare sale. Da diversi giorni la Turchia minaccia un’invasione in Nord Iraq al fine di debellare i locali campi del Pkk. Gli Usa hanno inviato oggi al confine turco-iracheno alcuni aerei spia U-2 in supporto alle operazioni militari turche anti-Pkk. Domani arriverà ad Ankara il segretario di stato Condoleeza Rice che tenterà di dissuadere Ankara dall' intervento in Iraq: dall'altro, Washington sta fornendo le informazioni di intelligence necessarie ai militari turchi anche al fine di quell'eventuale intervento. "Decisivo" sarà l'incontro Erdogan-Bush del 5 novembre a Washington, il ministro degli esteri turco Ali Babacan ha affermato: "Da quell'incontro scaturiranno i prossimi passi della Turchia". Nel frattempo, Ankara ha confermato che "sta già attuando" sanzioni economiche "contro il Pkk ed i suoi complici. Significativo è il fatto che il ministro degli esteri iraniano, Manusher Mottaki, abbia voluto precedere la Rice, giungendo anch'egli stasera a sorpresa ad Ankara per una visita non programmata, forse proprio per prevenire un possibile riavvicinamento improvviso di Usa e Turchia. I due paesi alleati nella Nato sono divisi dalla delusione turca sia per l'inazione degli americani contro il Pkk in Nord Iraq, sia per la mozione pendente in Congresso che riconoscerebbe, se approvata anche in seduta plenaria, il "genocidio" degli armeni del 1915-16.
Nicoletta Consumi - DEApress
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