La brutale repressione delle proteste sciite in Bahrain prosegue nel silenzio della comunità internazionale. Giovedì scorso un tribunale militare ha decretato la pena di morte per quattro manifestanti, responsabili di aver ucciso due poliziotti nel corso dei disordini seguiti alle rivolte di piazza. Nabeel Rajab - direttore del Bahrain Center for Human Rights - ha liquidato i processi come farse, dichiarando che i condannati erano attivisti nei rispettivi villaggi di origine, e che sono stati perseguitati a causa della loro attività politica (fonte: Reuters). Continuano anche le intimidazioni perpetrate dalle forze di polizia nei confronti del personale medico, volte a scoraggiare eventuali collaborazioni con gli insorti. A seguito del raid effettuato il 17 Marzo nella clinica Salmaniyah, a Manama, 50 operatori ospedalieri risultano ancora dispersi. Tra questi il noto Dr. al-Dallal, colpevole di aver prestato cure mediche ai manifestanti feriti. La preoccupazione delle organizzazioni umanitarie è che anche i dottori possano subire processi sommari e persecuzioni da parte del governo sunnita. Martedì scorso Fareeda al-Dallal, moglie del medico scomparso, è stata arrestata e malmenata da membri non identificati delle forze armate. “Uomini in abiti civili e con il volto coperto mi hanno presa mentre stavo lavorando”, racconta la donna ad Al-Jazeera. “Mi hanno sequestrato computer e cellulare, mi hanno interrogata e portata insieme ad altre persone alla centrale di polizia. Lì siamo stati umiliati verbalmente e picchiati. Ad oggi non so dire dove si trovi mio marito, né cosa stia passando, dato che nemmeno i suoi avvocati riescono a raggiungerlo. La sua sola colpa è quella di aver svolto il proprio lavoro di medico. Sono cosciente del fatto che il Bahrain sia un importante alleato per Stati Uniti ed Arabia Saudita, tuttavia vorrei che la comunità internazionale si rapportasse alla nostra situazione da un punto di vista umanitario, più che politico. Le persone, siano esse feriti o medici, hanno diritto ad un giusto processo” (fonte: Al Jazeera).
Federico Fragasso, DEApress
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