Una Agenzia per valutare l

Venerdì 02 Febbraio 2007 13:19 Silvana Grippi
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Il Ministero dell’Università ha proposto di costituire l’Agenzia di valutazione sul sistema universitario idea presentata da Fabio Mussi fin dall’inizio del suo mandato.
Tra pochi giorni sarà probabilmente varato un decreto applicativo per la costituzione della nuova agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, quindi dovrà essere costituito un’Authority indipendente e imparziale con il compito di valutare la qualità delle attività del sistema universitario , degli enti di ricerca pubblici e privati. Questo dovrà essere alla base per un corretto criterio di finanziamenti per stanziamenti statali alle università ed agli enti collaterali. Presto vi sarà quindi una riforma – non più  finanziamenti a pioggia - ma fondi da assegnare in base al merito e ai risultati. Verranno riformate regole anche per il corpo docente e -i dice Mussi – saranno presi in esame le carriere dei professori (20 mila ordinari, 19 mila associati, 22 mila  ricercatori). Inoltre verrà rivista l’età media dei docenti e dei ricercatori (tutti vecchi, omologati e poco attivi).
I concorsi verranno modificati  e il dottorato dovrà avere titoli di privilegio con punteggio. Anche i corsi di laurea cambieranno così pure le offerte formative (troppe e poco pratiche all’offerta di lavoro). Il profilo professionale sarà indirizzato verso il concetto di “carriera” mentre per i lavoratori si parla di “meritocrazia”. A questo punto mi domando:
Cosa faranno per l’esercito di servi che con stipendi da fame lavorano per tutto l’indotto? Come potrà l’Università rinnovarsi se non rinnovano le carriere dei lavoratori dando spazio alle innovazioni e quanto saranno valutati certi curriculum rispetto ai non protetti?
Lavoro da 25 anni all’Università degli Studi di Firenze ho una laurea, due master e vari corsi di perfezionamento ma non essendomi mai raccomandata sono entra nell’82 con un vero concorso (tre prove scritte e una prova orale con materie che spaziavano dalla matematica al diritto – ero tra le prime 40 e ci hanno assunto dopo due anni – tutti hanno fatto carriera (quelli entrati con me sono già in posizioni migliori (anche senza concorsi….)  io sono rimasta in categoria C (durante l’ultimo concorso, i miei titoli erano al massimo quindi non sono piaciute le risposte e il punteggio orale è andato sotto il limite) un passaggio di livello per una già facente funzione non esisteva. Ora mi chiedo, parlano sempre di grandi cambiamenti ma se il personale resta deluso, così pure molti miei amici docenti che sono rimasti al palo ad aspettare una fermata di autobus mai arrivato, come una riforma potrà sanare le ingiustizie? Forse si moltiplicheranno i raccomandati e/o forse non cambierà niente. Vedremo se ci saranno cambiamenti reali o modi per “inciuciare” più moderni.

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