ISTRUZIONE uguale FUTURO

Mercoledì 19 Dicembre 2007 11:43 Silvana Grippi
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Di scuola se ne parla tanto e poco, spesso con spirito accademico, quasi mai senza calarsi nella realtà.

La scuola italiana da anni viene percorsa da riforme, controriforme, pesanti tagli di risorse e di personale per contenere la spesa pubblica, come se fosse un costo per il Paese, anziché un investimento!

E' bene chiarirsi. Il recente "Rapporto sullo Sviluppo Umano 2007-2008" (*) presentato dall'United Nations Development Programme analizza la "spesa pubblica per l'istruzione in percentuale della spesa pubblica totale nel periodo 2002-05", in Italia pari a 9,6. Su 177 Paesi esaminati nel Rapporto, peggio di noi solo Brunei Darussalam (9,1), Indonesia (9,0), Gambia e Panama (8,9), Jamaica (8,8), Cameroon (8,6), Grecia e Lussemburgo (8,5), Albania (8,4), Mauritania (8,3),  Congo (8,1), Ecuador e Filippine (8,0), Urugay (7,9), Angola (6,4), infine Guinea Equatoriale (4,0). Gli altri 160 Paesi investono per lo più tra il 13% e il 18% della spesa pubblica totale, con punte oltre il 25%!
Peraltro nel periodo 2002-2006 il sistema scolastico italiano si è indebitato per un miliardo di euro per esami di stato, supplenze, spese di funzionamento (cfr. nota M.P.I. 2430/22.11.07), ovvero i Dirigenti si sono asssunti la responsabilità di garantire il minimo di funzionamento vitale, impegnando l'Amministrazione oltre i limiti di spesa previsti dopo i dissennati tagli del precedente Governo, mentre gli oneri per TARSU-TIA non coperti da risorse a bilancio ammontano ad alcune centinaia di milioni. Nello stesso periodo l'Italia ha conseguito altri risultati (*):  Un quadro d'insieme in cui si eccelle in ogni situazione, in positivo e in negativo. Evidente la miopia politica nazionale, impegnata su aspetti prettamente contingenti, emergenziali, un Paese che non guarda al futuro, al proprio futuro in quanto non investe nella scuola, nei propri figli, i quali devono essere invece educati e preparati per la grande sfida che ci attende: cambiare stili di vita e di produzione, individuali e collettivi, per non cambiare il nostro pianeta!

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 19 Dicembre 2007 11:43 )