Privacy e internet

Venerdì 14 Marzo 2008 13:02 Matteo Gazzarri
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Non si può monitorare in modo sistematico gli utenti che scambiano o condividono files musicali o giochi in internet. Questo il pronunciamento dell'Autorità sulla privacy che chiude così lì'istruttoria sul caso 'Peppermint', società discografica che aveva creato un database contenente contenente id e datio  utenti di coloro che accedevano alle reti di condivisione P2P (peer to peer).

La casa discografica aveva commissionato un monitoraggio sitematico ad un' azienda informatica svizzera, che eseguiva lo stesso tipo di lavoro anche per la Techland, società distributrice di software per videogiochi, entrambe con l'obiettivo di chiedere poi un risarcimento danno.
Il garante ha ricordato che la direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche  vieta ai privati l'attività di monitoraggio nei riguardi di un numero elevato di soggetti, come il trattamento di dati massivi, capillari e prolungati.
L'azione condotta da queste società, sempre secondo il Garante, viola infatti il principio di fanalità delle reti P2P, che permettono agli utenti di scambiare materiale a scopo personale. Inoltre sono stati violati i principi di trasparenza e correttezza dato che i dati sono stati raccolti all'insaputa degli utenti. I database così creati dovranno quindi essere distrutti enrtro e non oltre il 31 di marzo. La privacy vince un'importante battaglia in rete.

MatteoGazzarri-Deapress 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Marzo 2008 18:17 )