4 anni seviziato

Mercoledì 31 Ottobre 2007 12:58
Stampa
Nella giornata di ieri personale dei Servizi Sociali e della Polizia Municipale di Pontassieve è intervenuto, a seguito di segnalazione, presso le case popolari di Via Redi in Pontassieve, per verificare se un bimbo di 4 anni, figlio di una cittadina rumena fosse effettivamente oggetto di maltrattamenti. Le prime indagini mediche hanno evidenziato la presenza di numerosi graffi e lesioni in tutte le parti del corpo. A tal punto il minore è stato accompagnato presso l’ospedale Meyer di Firenze, ove si trova tuttora ricoverato. Accertamenti più approfonditi hanno permesso di accertare la presenza di ematomi, microfratture e ferite di vario genere procurategli verosimilmente anche con dei morsi. Solo alcune delle lesioni gli sarebbero state procurate di recente. Secondo la ricostruzione dei fatti, operata dai militari del Nucleo Radiomobile di Firenze coadiuvati da personale della Stazione Carabinieri di Pontassieve, tutta la vicenda ruoterebbe intorno alla figura di un pregiudicato di origine campana T. M. cl. 1979 ed alla compagna 21enne, di origine romena, residente in provincia di Arezzo. Il bimbo, frutto di una relazione della donna con un altro uomo, è stato affidato dalla madre al proprio convivente in quanto la giovane donna, che ha recentemente dato alla luce un figlio riconosciuto come proprio dal T. M., si è dovuta ricoverare insieme al neonato per gravi problemi di salute di quest’ultimo. Il T.M. ha condotto il piccolo presso la famiglia della sua ex compagna – con la quale ha avuto tre figli – dimorante in Via Redi presso le Case popolari di Pontassieve, ed in tale contesto sarebbero maturati i maltrattamenti che hanno  indotto i servizi sociali di Pontassieve ad intervenire. Il T. M. con  pregiudizi penali per reati di contro la persona ed il patrimonio è stato quindi deferito alla Procura della Repubblica di Firenze per maltrattamenti verso fanciulli. La Procura della Repubblica dovrà quindi valutare quali provvedimenti adottare nei confronti del patrigno violento, ma soprattutto a tutela dell’infante.
 
 
Nicoletta Consumi - DEApress 

Share