MATREC: l'etica del riciclo

Martedì 01 Dicembre 2009 20:07 Francesca Toccacielo
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Con ciò che un tempo si buttava è possibile fare di tutto. Ad esempio: con 70 giornali si fa una cucina dal design accattivante,con tre lattine un paio di occhiali alla moda e con 800 una bicicletta; la lana dei materassi e la gomma degli pneumatici rivivono in un comodo divano, la plastica delle bottiglie in un computer. Per convincersene, basta visitare Matrec, la mostra che, sia su Internet che dal vivo, alla Scuola Politecnica di Design di Milano, raccoglie centinaia di prodotti e materiali dalle caratteristiche più disparate, tutti rigorosamente ottenuti dagli scarti.

Matrec è un progetto di Marco Capellini, uno dei primi architetti in Italia a specializzarsi, dieci anni fa, nell'Ecodesign. Il suo Studio, cioè, aiuta le aziende a sviluppare oggetti in materiale riciclato e ne riorganizza i sistemi produttivi per ridurne l'impatto ambientale. Tra i suoi benefici, si riscontra una maggiore efficienza sia nella catena di assemblaggio che in quella del riciclo degli elettrodomestici.

Spiega Capellini: "Fino a qualche anno fa, l'attenzione per l'ambiente era solo una questione di scelta etica. Ma, con l'introduzione di leggi ambientali più restrittive, le imprese sono state costrette a rivedere i loro prodotti. E spesso, dopo il nostro intervento, scoprono di averci anche guadagnato. Il materiale riciclato, anche se di media qualità, diventa sempre più pregiato a causa dell'aumento spropositato del prezzo del petrolio". La domanda di rifiuti da parte delle aziende è talmente aumentato che, negli ultimi anni, in Europa sono nate almeno un centinaio di Borse di scambio specializzate. In Italia è attiva da anni cinque la "Borsa telematica del recupero" -istituita dalle camere di commercio- che permette alle aziende di vendere ed acquistare scarti di ogni tipologia.

Risparmiare sui rifiuti è un obiettivo perseguito ormai da molte aziende. "La lattina delle bibite in dieci anni si è assottigliata del 20 per cento, la plastica delle bottiglie d'acqua si è ridotta a meno di 40 grammi" - spiega il direttore del Consorzio Nazionale Imballaggi Giancarlo Longhi, che vede dei limiti oggettivi a questo processo virtuoso - "In Italia immettiamo sul mercato 12 milioni di tonnellate di imballaggi l'anno e non tutti vengono riciclati".

L'alluminio riciclato fa risparmiare il 95 per cento dell'energia necessaria alla sua estrazione, per vetro e acciaio il risparmio è del 50 per cento e per la plastica del 60: questo non significa solo rispetto ambientale ma anche buoni margini di guadagno per chi separa, recupera e vende questi materiali. Ad esempio nel periodo 1999-2004 riciclare una tonnellata di carta è costato 46 euro e ne ha fruttati complessivamente 110.

I filoni da sfruttare sono ancora moltissimi: oro, argento rame ed altri elementi pregiati possono essere estratti dai computer, cellulare, TV e altri elettrodomestici; materiali che ogni italiano getta via al ritmo di 8 kg l'anno pro capite.

E che ruolo gioca lo Stato italiano in questa partita? Per ora, il nostro Governo obbliga gli uffici pubblici ad acquistare almeno il 30 per cento di prodotti in materiale riciclato, per incoraggiare il mercato.

Questa sì che si può sussumere sotto l'etichetta di Etica Energetica.

Francesca Toccacielo

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Dicembre 2009 20:12 )